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MAGRIS & MEETING/ Doninelli: Claudio, il nostro "piccolo" infinito è destinato a morire

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Claudio Magris (Infophoto)  Claudio Magris (Infophoto)

Tolta questa realtà senza pensiero e senza ragione, che si mette di traverso a ogni nostro nobile tentativo, ma da cui i nostri tentativi non possono prescindere (qui sta il punto), possiamo illuderci che il bene, che è la realizzazione dell’Infinito dentro il finito, si possa compiere sempre, basta che lo vogliamo.

Questa ferita costituisce tuttavia anche l’occasione più grande per l’uomo, perché ne rivela la natura più profonda: quella di esser totalmente bisognoso, nudo, povero, mendicante. Tanto da far dire a don Giussani, nel 1998, che “il mendicante è il protagonista della storia”. L’uomo ferito chiede all’Infinito di esistere come persona, come un “tu”.

La preghiera è sicuramente anche quello che dici tu, caro Claudio, cioè attenzione alle cose. Ma se le togli il grido che erompe dal nostro povero cuore, affinché l’Infinito abbia pietà del niente che siamo la tua resta una preghiera per filosofi, per persone molto intelligenti, per i notabili dell’umanità.

Il cristianesimo è, per me e per qualche mio amico, l’imprevedibile risposta di Dio al nostro grido, il moto del Suo cuore mosso a pietà per la nostra miseria a tal punto da farsi uomo e morire in croce. La sorpresa per questa inimmaginabile iniziativa dell’Infinito è la vita cristiana, ossia il tentativo, sempre imperfetto, ma anche sempre correggibile, di corrispondere a questo immenso dono. 



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COMMENTI
21/08/2012 - Complimenti (Alberto Consorteria)

Complimenti a Doninelli, articolo vero, potente; e complimenti a Magris, che sul Corriere non si è sottratto da un argomento scomodo. è bello poter vedere che in Italia, nonostante le differenze culturali, è ancora possibile dialogare, nelle differenze, su cose alte.