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Cronaca

POLITICA & MEETING/ Frangi: liberi dagli schemi, liberi di parlare con tutti

Le polemiche di questi giorni non cancellano la consapevolezza dell'uomo in azione di non dipendere dalla politica e di poter parlare senza schematismi con tutti. GIUSEPPE FRANGI

Un progetto per il reinserimento dei carceratiUn progetto per il reinserimento dei carcerati

Al Meeting ieri si è parlato di carceri, non per fare discorsi, ma per ribadire numeri e dati di fatto che sarebbe meglio per tutti se venissero tenuti in conto: i numeri dicono che l'investimento per il lavoro dei detenuti, che è una precondizione al loro inserimento, sono ridicoli: 18 centesimi al giorno per detenuto. Una miseria che permette solo a 900 di loro sui 67mila dietro le sbarre di lavorare. Eppure la differenza dei tassi di recidiva tra chi ha lavorato nel periodo di detenzione e chi no, sono impressionanti: si abbatte a un quinto. Se su 5 detenuti 4 sono destinati a tornare in carcere per non aver trovato altra alternativa in libertà che continuare a delinquere, la media si riduce a uno se quei cinque escono dal carcere avendo lavorato e avendo la possibilità di continuare farlo fuori dalla cella.

Anche questo è uno spread a cui bisognerebbe prestare attenzione: porta risparmio, e recupera risorse umane attive. Ma chi può garantire che buone pratiche così non restino sulla carta? È solo la capacità di iniziativa del non profit, fatta di passione umana, di capacità di relazione e di intelligenza imprenditoriale. Ne ha parlato Giorgio Vittadini in un'intervista pubblicata questo mese su Vita. "Penso a tutto il lavoro di presenza nelle carceri in tutto il mondo. È una presenza imponente, quotidiana, commovente". I tre aggettivi usati da Vittadini rendono bene sia le dimensioni di questo impegno, sia l'umile fedeltà che ne è condizione, sia soprattutto la libertà che muove chi mette le proprie energie in imprese come queste.

"Commovente" significa che non rispondono a nessun obbligo, ma che è solo una gratuità non prevista a muoverli. L'esempio del carcere potrebbe essere replicato su mille altri fronti sociali dove altre migliaia di uomini e donne garantiscono una "presenza imponente, quotidiana, commovente" per rispondere ai bisogni delle persone. Ma che cosa caratterizza questa presenza? Non è principalmente la prospettiva di risolvere un problema, quanto un tradurre in azione quel senso di irriducibile positività che dà l'esperienza di essere stati amati. Se uno è stato amato, non può che amare, non può che cercare di restituire quello che gratuitamente ha avuto.