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CASO CELESTE/ Nanni Costa (CNT): ecco perché a Brescia l'Aifa ha detto “stop” alle staminali

Pubblicazione:giovedì 23 agosto 2012 - Ultimo aggiornamento:giovedì 23 agosto 2012, 11.40

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Esiste un regolamento emanato dall’Unione europea che l’Italia è obbligata a recepire e che stabilisce quando l’uso delle cellule sia da considerarsi trapianto e quando terapia cellulare. Ci sono regole, in entrambi i casi, che riguardano la qualità e la sicurezza e che sono, per ciascuno di essi, distinte. Per quanto riguarda la vicenda di Brescia, è evidente che si tratti di terapia cellulare avanzata assimilabile all’utilizzo di farmaci; e che, di conseguenza, sia di pertinenza dell’Aifa.

Se si dimostrasse che, effettivamente, il farmaco in questione sortisce effetti benefici per la bambina, l’Aifa dovrebbe fare marcia indietro?

Il problema non si può porre in questi termini. L’Agenzia ha il compito di intervenire in virtù delle condizioni e della alterazioni riscontrate.   

Non crede, in ogni caso, che si porrebbe, laddove l’efficacia fosse appurata, un problema di natura etico-giuridica?

Ovviamente, sul piano umano, è facile rendersi conto di come la vicenda della bambina rappresenti una caso particolarmente delicato. Tuttavia, l’Agenzia ha il dovere di agire pensando, anzitutto, alla sicurezza dei pazienti.

Cosa intende?

Per rispondere, è necessario  affrontare l’argomento in termini generali. Diciamo che, anzitutto, è necessario dimostrare che la cura non produca danni. L’efficacia di una terapia si dimostra in base a delle regole precise. E, di sicuro, non prendendo in considerazione un singolo caso. Ma attraverso metodologie scientifiche appurate. Tanto più che, molto spesso, le terapie che si avvalevano di cellule staminali sono state oggetto di aspettative eccessive rispetto agli effetti realmente sortiti. Si tratta di un fenomeno ampliamente riconosciuto dalla comunità e dalla letterature scientifica mondiale. D’altro canto, gli effetti riscontrati su singoli pazienti con patologie diverse non sono commisurabili all’effettiva efficacia del farmaco o della terapia utilizzata, ne possono rappresentare un criterio valido per stabilirla. 



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