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CASO CELESTE/ Nanni Costa (CNT): ecco perché a Brescia l'Aifa ha detto “stop” alle staminali

Pubblicazione:giovedì 23 agosto 2012 - Ultimo aggiornamento:giovedì 23 agosto 2012, 11.40

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Lei si chiama Celeste, ha solo due anni, ed è malata di atrofia muscolare; e, da alcuni mesi, l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha deciso di sospendere le attività del centro degli Ospedali civili di Brescia in cui era sottoposta ad una terapia sperimentale a base di cellule staminali adulte. Lo stop è stato disposto lo scorso 15 maggio in seguito ad un'ispezione congiunta dei Carabinieri del Nas e degli ispettori dell'Aifa nei laboratori dell'ospedale. Il giudice Margherita Bortolaso, tuttavia, il 22 agosto ha deciso, in attesa del pronunciamento definitivo sul ricorso avanzato dai genitori per chiedere la ripresa immediata delle cure mediche, previsto per il 28 agosto, che la terapia venga ripresa. La bambina, anche secondo lei, sarebbe in pericolo di vita. Contestualmente, la Procura della Repubblica di Torino ha chiuso le indagini preliminari sulle attività della Stamina Foundation, che ha preparato la cura di Celeste; i pm hanno indagato 13 persone ipotizzando i reati di somministrazione di farmaci imperfetti, somministrazione di farmaci pericolosi per la salute pubblica, truffa e associazione per delinquere finalizzata a commettere reati. Secondo la magistratura inquirente, inoltre, diversi pazienti avrebbero versato all'Onlus cifre di denaro comprese tra i 30mila e  i 50mila euro e alcuni di loro avrebbero presentato degli esposti in Procura. In attesa della sentenza definitiva, abbiamo chiesto ad Alessandro Nanni Costa, direttore generale del Centro nazionale trapianti, di aiutarci comprendere la decisione dell’Aifa.

Come valuta la decisione dell’Agenzia del Farmaco?

Le terapie devono essere, anzitutto, sicure. E se sono state riscontrate anomalie  e irregolarità rispetto alla norme volte alla tutela dei pazienti, non si può fare altro che prendere atto del fatto che non aveva altra scelta.

Quali sono gli elementi che orientano i pronunciamenti dell’Aifa?

Agisce, anzitutto, sulla base di normative europee che, in questo caso, disciplinano l’utilizzo di trattamenti cellulari assimilabili all’utilizzo di farmaci.

Perché, in questo caso, la valutazione della vicenda è stata conferita all’Aifa?


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