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Cronaca

MEETING 2012/ "L'imprevedibile istante", una mostra che indica come guardare la realtà

Cè un dato in più, un dato che è qualcosa di più della somma dei dati che è stata fatta, ed è questo dato in più che permette di conoscere la realtà per quello che essa effettivamente è

Un'immagine della mostra Un'immagine della mostra "L'imprevedibile istante" al Meeting 2012

Carissimi amici de IlSussidiario,
la mostra “L’imprevedibile istante”, realizzata dalla Fondazione per la Sussidiarietà, è una delle occasioni più significative che si incontrano al Meeting di Rimini per mettere a tema la scuola in modo corretto e con una efficacia altrimenti impossibile. Visitando questa mostra si impara a guardare la realtà, questo è il primo dato e come tale affascinante perché non è solo un contenuto quello che la mostra comunica, ma porta dentro la realtà suggerendo la direzione dello sguardo che sola sa cogliere ciò che l’uomo si trova davanti ad ogni istante.
E la direzione dello sguardo che la mostra indica è una direzione aperta a guardare tutto del reale; mondo della scuola, università, mondo del lavoro vengono osservati in tutte le loro caratteristiche, tanto da saperne indicare il contesto, da saperlo analizzare in tutti gli aspetti emergenti e nascosti. Ma, è questo è il fattore eccezionale della mostra, non basta la più perfetta delle analisi per constatare la realtà, per descriverla, non è sufficiente la somma di dati che un lavoro di alta professionalità sa fare per poter cogliere ciò che si vuole analizzare, c’è un dato in più, un dato che è qualcosa di più della somma dei dati che è stata fatta, ed è questo dato in più che permette di conoscere la realtà per quello che essa effettivamente è. Senza questo dato in più ci si fermerebbe alla superficie delle cose e non si arriverebbe a cogliere la suggestione che la realtà pone e con essa l’indicazione della strada per potersi districare nei problemi incontrati e per poter così camminare verso una vita sempre più intensa e autentica.
Che cosa è questo dato in più cui le analisi spingono? Che cosa si incontra in questa mostra capace di presentare con una analisi precisa i diversi contesti di scuola, università e lavoro?
È che dentro questi contesti si fa largo una esperienza, piccola, quasi impercettibile, ma vera, dove è presa sul serio l’educazione o la tensione alla cultura o il bisogno di lavoro, e in quella esperienza si affermano le esigenze dell’uomo. La realtà non è guardata fino in fondo se non si arriva ad intercettare quel punto in cui l’uomo inizia una costruzione, quel punto di positività per cui un uomo non si lascia sconfiggere dai problemi ma, avvertita un’apertura, la segue e costruisce: dentro la scuola educa, dentro l’università crea cultura, dentro la società condivide il bisogno di un lavoro.