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LETTERA MEETING/ Quando i miracoli ti interrogano, e ti mettono in cammino

Pubblicazione:domenica 26 agosto 2012 - Ultimo aggiornamento:lunedì 27 agosto 2012, 12.23

L'auditorium del Meeting durante l'incontro con Ignatius Kaigama, presidente della conferenza episcopale della Nigeria L'auditorium del Meeting durante l'incontro con Ignatius Kaigama, presidente della conferenza episcopale della Nigeria

Io vado a messa la domenica ed esplode una bomba in chiesa, anzi un uomo-bomba... lo vogliamo chiamare uomo uno che fa così? Insomma dobbiamo farla questa operazione, dobbiamo farla! Io sono a messa e mi uccidono, magari uccidono anche le mie figlie. Mio marito che fa? Uccidono mio marito e le mie figlie, io che faccio? Io che sono il top del top....
Sentite, il sant'uomo vescovo nigeriano ci ha raccontato che quando lui è arrivato sul posto subito dopo un attentato alla sua chiesa, ha trovato che i sopravvissuti erano arrabbiati, ma guarda un po’, ed era arrabbiatissimo anche lui ma... è successo un miracolo. Sua eccellenza monsignor Ignatius Kaigama ci ha fatto piangere, penso tutti quelli che eravamo lì, quando ha raccontato come e perché sia stato possibile che quei poveretti a cui erano morti i loro cari se ne siano potuti tornare a casa senza abbracciare qualche fucile e vendicarsi o almeno difendersi...
Io che non so se l'ho ancora detto ma sono nel top del top, intorno a me continuo a vedere uomini che sono violenti con le proprie mogli, che vivono, come recitava il messaggio del Papa a questo Meeting, una sessualità disordinata (con le loro mogli beninteso quando non hanno il coraggio di tradirle), che sono così attaccati ai soldi, alla posizione di prestigio raggiunta, al potere, che la sola parola crisi mi accorgo come faccia loro tremare le vene... e in questi mesi o anni li ha così messi alla prova da averli resi irriconoscibili.
Mi viene un dubbio, siamo ancora in serie A? Ma da che si misura questa serie A?
È di serie A il matrimonio gay? È di serie B il sacrificio di sé in tutte le sue varie forme quando costruisce l'umano? Chissà perché mi viene in mente che l'umano (quello che per me è serie A) profuma di lavanda dopo che ci si lava dall’aver sudato. Perché?
Al Meeting ho sentito anche che in Europa ci sarebbero sì tanti laureati ma non tanti quanti l'Europa avrebbe fissato giusto doverne esserci. Per forza quando si è il top, quando si è in serie A va da sé che si faccia tutti un lavoro intellettuale, va da sé che si sia non dico affrancati ma quasi, dal lavoro manuale, quello per intenderci per cui a volte si suda persino, quello per cui a sera si è stanchi e si dorme anziché esserlo e non dormire come avviene viceversa. Insomma in serie A ci sono gli extracomunitari che fanno il lavoro manuale e i nostri figli che vanno tutti, indistintamente all'università! Intorno a me se un figlio di italiani laureati trova un lavoro da operaio i genitori sono sì sollevati dal non averlo disoccupato ma gli dispiace che non abbia fatto l'università.
Ho capito che il Sessantotto ha avuto la pretesa di non farci più sudare a nessuno se non agli extracomunitari, e ci siamo convinti del fatto che se uno non ha una conoscenza intellettuale è un ignorante. Scusate se parlo così: sono laureata e molto spesso quando lavoro sudo... Si sa, ognuno tira l'acqua al suo mulino.


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