BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Cronaca

IL CASO/ 1. Famiglia, un nuovo attacco dei prof alla Costituzione (e alla crescita)

Per SIMONA BERETTA il dibattito politico si è incancrenito su questioni di secondaria importanza, dimenticando la più importante: non c’è sviluppo senza risorse umane, cioè senza bambini

Il presidente del Consiglio Mario Monti (InfoPhoto)Il presidente del Consiglio Mario Monti (InfoPhoto)

Le agevolazioni alle famiglie saranno tagliate per permettere al governo di risparmiare tra i 6 e i 10 miliardi di euro. Tra le proposte per la riduzione delle spese cui sta lavorando il sottosegretario all’Economia, Vieri Ceriani, c’è anche una sforbiciata alle detrazioni per i coniugi o i figli a carico, ai rimborsi per l’acquisto di medicinali e le spese mediche e all’assistenza per i disabili. Ilsussidiario.net ha intervistato Simona Beretta, professoressa di Politica economica all’Università Cattolica, per chiederle di commentare la proposta.

La promessa di agevolazioni per le famiglie rischia ancora una volta di essere tradita …

Per definizione le tasse vengono dalle famiglie. Aumentare la tassazione significa sempre spostare la capacità di controllo sulla risorsa economica dalla mano del contribuente a quella burocratica dell’amministrazione. Ciò rischia di esautorare la famiglia dalla gran parte delle scelte riguardo la sua vita economica. Ora la proposta è addirittura quella di ridurre i contributi per i figli a carico, penalizzando nello specifico la famiglia con figli, e ciò è molto grave. D’altra parte qualsiasi aumento di tassazione in cui la capacità contributiva non sia bilanciata sulla base non solo del reddito della famiglia ma anche del numero dei suoi componenti, in queste circostanze va contro gli ambiti nei quali convive più di uno o due percettori di reddito, i quali hanno anche a carico degli altri familiari.

Intende dire che è un’ingiustizia che si somma a una situazione già di per sé non equa?

Tagliare il già di per sé misero contributo sui figli a carico è un passo ulteriore in una direzione sbagliata in partenza, perché non c’è nessun rispetto nei confronti di ciò che afferma la Costituzione, e cioè che ciascuno deve essere tassato sulla base della sua capacità contributiva, e non del suo reddito. Per ora però i tagli agli sgravi per le famiglie sono solo voci che circolano. Dovremo vedere poi nel dettaglio come saranno specificati attraverso il decreto.

In Italia andrebbe introdotto il quoziente familiare?

Le tecniche per tenere conto della capacità contributiva dovuta al carico familiare sono molteplici, e sul tema sono stati pubblicati dei lavori molto approfonditi. Gli strumenti possono essere giocati in modo grossomodo equivalente. Il sindacato per le famiglie ha realizzato un lungo lavoro, con proposte dettagliate che ritengo del tutto persuasive. Che un correttivo ci voglia è comunque un fatto assolutamente inevitabile, se vogliamo parlare di giustizia sociale e di rispetto del dettato costituzionale secondo cui ciascuno deve pagare sulla base della capacità contributiva.

Perché è così difficile trovare un consenso politico sul quoziente familiare?


COMMENTI
27/08/2012 - La misura è colma (Daniele Scrignaro)

A Rimini i rappresentanti dell’Intergruppo ne hanno dette tante, qui si potrà vedere qual è il loro progetto politico, perché senza il loro consenso questi ulteriori tagli alle famiglie non possono passare. Se hanno più a cuore “la cadrega che la dignità” (G. Vittadini, qui). Ricordo che non 6-10 miliardi bensì 12 miliardi si possono risparmiare cancellando l’approvato acquisto di 90 cacciabombardieri F-35.

 
27/08/2012 - sviste di fondo (Antonio Servadio)

come avete già ben spiegato più volte in questo quotidiano on-line, ci arrovelliamo tutti i giorni sui vari guai dell'economia, tanto da farci prendere la mano dal quotidiano, dimenticando così i temi di fondo - quelli "portanti" - come le fondamenta di un palazzo. L'economia non può funzionare, ha vita breve, se non c'è produzione di beni. La finanza non genera beni, è come una benzina per il motore, ma di per sé non ci porta da nessuna parte. E chi genera i beni? Le persone. E i beni li fruiscono le persone. Ma senza famiglie non ci saranno più persone, se non per i ricchi. Perchè quelli sopravvivono sempre ad ogni epoca storica. E' dimostrato.

 
27/08/2012 - Rimini Rimini (Diego Perna)

Io non ce ne avrei portato nessuno di questi salvatori di banche e stati e ammazza famiglie. Capisco che anche un cane morto ha i denti che brillano....ma vedere levare ai poveri per dare ai ricchi, mi fa pensare solo Superciuk, che è solo un fumetto, questi invece sono proprio degli ammazzapovericristi. Non voglio più sentire dire a nessuno che la crisi è globale e il baratro e dietro l'angolo, perché questo è vero solo per chi lavora, non per tutti (lavorare che significa cambiare in meglio le condizioni di vita con la fatica e l'ingegno, non con i furti tramite giochetti politicalfinanziari).