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PAPA/ Benedetto, il tradimento di Giuda e quella lezione di Agostino

Pubblicazione:martedì 28 agosto 2012 - Ultimo aggiornamento:martedì 28 agosto 2012, 11.45

Benedetto XVI (InfoPhoto) Benedetto XVI (InfoPhoto)

Il Papa ovviamente non intendeva fare alcuno scoop. Con la ricchezza e la profondità delle sue conoscenze spiegava ai fedeli il Vangelo del giorno, quello in cui Gesù sferza i discepoli con insolita durezza. “Volete andarvene anche voi?”. Alla falsità di Giuda ha contrapposto la sincerità di Pietro: “Signore da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il santo di Dio”. Nel commento alla risposta dell'umile pescatore di Cafarnao il Papa teologo ha pronunciato parole illuminanti, le più personali e sperimentate come intimamente vere nella sua vita di studioso, sulla fede che precede la conoscenza. Le ha prese in prestito dal suo maestro Agostino: Vedete come Pietro, per grazia di Dio, per ispirazione dello Spirito Santo, ha capito? Perché ha capito? Perché ha creduto. Tu hai parole di vita eterna. Tu ci dai la vita eterna offrendoci il tuo corpo risorto e il tuo sangue, te stesso. E noi abbiamo creduto e conosciuto. Non dice: abbiamo conosciuto e creduto, ma abbiamo creduto e poi conosciuto... se, infatti, avessimo voluto conoscere prima di credere, non saremmo riusciti né a conoscere né a credere...”.



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COMMENTI
28/08/2012 - spiegazione in chiave storica (giulia sidoti)

Sarebbe ora che il racconto del Vangelo venisse contestualizzato e spiegato in chiave storica ai credenti e non. Ogni aspetto del passato, soprattutto religioso, necessita di attualizzazioni, di riletture che ci avvicinino sempre di più a quel mondo che per certi aspetti è stato patinato di "mitologia" per essere veramente compreso ed aprirsi ad un dialogo non più fondato sull'abitudine al sentito dire, al tramandato e basta.