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Cronaca

PAPA/ Benedetto, il tradimento di Giuda e quella lezione di Agostino

LUCIO BRUNELLI commenta l'Angelus di domenica. Un piccolo scoop teologico, quello di Benedetto XVI, centrato sulla figura di Cristo e su quella di Giuda. E sulla lezione di Agostino

Benedetto XVI (InfoPhoto)Benedetto XVI (InfoPhoto)

Scherzando con gli amici, dopo aver ascoltato l'Angelus a Castelgandolfo, ho detto che il Papa aveva fatto uno piccolo scoop, rubando quasi il mestiere a noi giornalisti. Uno scoop teologico, ovviamente. Benedetto XVI ha rivelato la vera identità di Giuda Iscariota e i motivi del suo tradimento. L'apostolo che consegnò Gesù alle guardie del sinedrio era uno zelota, ha spiegato il Papa. Ovvero un seguace di quella corrente ebraica fondamentalista pronta ad usare il “sica”, un pugnale appuntito e curvo (da cui i termini sicario ed iscariota) per “zelo” religioso al fine di liberare Israele dall'occupazione romana. “Giuda era uno zelota, e voleva un Messia vincente, che guidasse una rivolta contro i Romani. Gesù aveva deluso queste attese”. Giuda non lasciò però il gruppo dei discepoli ma rimase, dissimulando i suoi veri sentimenti, con il desiderio di “vendicarsi”. Proprio tale “insincerità”, secondo il Papa, fu la sua colpa più grave: “la falsità, che è il marchio del diavolo”.

Non è la prima volta, in realtà, che Benedetto XVI propone questa lettura del tradimento dell'Iscariota. Ne aveva scritto - da studioso, quindi presentando le sue tesi come opinioni private - nel primo volume della sua trilogia su Gesù di Nazareth (Rizzoli, pp. 212-213) e ne aveva fatto un breve cenno lo scorso marzo. Ora ne ha parlato da Papa, ai fedeli, dando per acquisita la verità storica sul più drammatico e famoso tradimento di tutti i tempi.

Nel suo libro su Gesù, Ratzinger offriva molti altri spunti suggestivi. Oltre a Giuda Iscariota c'era un altro zelota fra i dodici apostoli: Simone, che il vangelo di Luca chiama, appunto “lo zelota”. Notazione interessante perché mostra come non c'era (e non c'è) alcuna  precondizione politica o culturale all'incontro con Cristo. Nella ristretta compagnia degli apostoli troviamo ben due simpatizzanti del partito della “lotta armata” e un “collaborazionista”, Matteo, che riscuoteva le tasse per l'odiato occupante romano. Sia Simone lo zelota sia Matteo l'esattore sono così attratti dalla presenza di Cristo che, frequentandolo, scopriranno un nuovo orizzonte di vita, fino a sentirsi fra loro fratelli. Giuda no, rimane abbarbicato nei suoi schemi religiosi e politici: “si sentiva tradito da Gesù, e decise che a sua volta lo avrebbe tradito”.


COMMENTI
28/08/2012 - spiegazione in chiave storica (giulia sidoti)

Sarebbe ora che il racconto del Vangelo venisse contestualizzato e spiegato in chiave storica ai credenti e non. Ogni aspetto del passato, soprattutto religioso, necessita di attualizzazioni, di riletture che ci avvicinino sempre di più a quel mondo che per certi aspetti è stato patinato di "mitologia" per essere veramente compreso ed aprirsi ad un dialogo non più fondato sull'abitudine al sentito dire, al tramandato e basta.