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BAGNASCO/ Paci (SkyTg24): ecco perché ha parlato di riforma dello Stato

La Chiesa, spiega STEFANO MARIA PACI (SkyTg24), grazie al suo rapporto capillare con infine realtà italiane più volte ha saputo prevede con largo anticipo i risvolti dei processi economici

Il card. Angelo Bagnasco (InfoPhoto) Il card. Angelo Bagnasco (InfoPhoto)

Nell’omelia pronunciata al Santuario della Madonna della Guardia, in occasione dell’anniversario dell’apparizione della Vergine, il vescovo di Genova e presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco ha espresso le preoccupazioni della Chiesa per i riverberi sul tessuto sociale e sulle famiglie dell’attuale crisi economica. Una crisi provocata anche dal prevalere del profitto sull'uomo, di visioni particolaristiche sul bene collettivo; elementi in grado, secondo Bagnasco, di sfaldare la società. Alla luce dei quali, occorre una repentina marcia indietro: «E' l'ora di una solidarietà lungimirante, dell'assoluta concentrazione sui problemi prioritari dell'economia e del lavoro, della rifondazione della politica e della partecipazione, della riforma dello Stato: problemi che hanno al centro la persona e ne sono il necessario sviluppo», ha detto il cardinale. Il commento di Stefano Maria Paci, vaticanista di SkyTG24.

Cosa sottolineerebbe delle parole di Bagnasco?

Quando ancora la crisi non mordeva, Bagnasco aveva messo in guardia circa quello che, da lì a poco, si sarebbe scatenato; facendo presente che la Chiesa sapeva bene in che situazione versavano le famiglie italiane, disponendo di “antenne” uniche al mondo, le parrocchie. Anche nell’omelia di oggi ha mostrato di saper guardare ben oltre la contingenza e le immediate circostanze.

Secondo lei, quindi, come interpreta il futuro?

Mentre i governi affermano che ci accingiamo a intravedere l’uscita dal tunnel, il presidente della Cei si mostra decisamente meno ottimista. In un passaggio dell’omelia ha detto che, al contrario, la tenuta sociale poterebbe sfaldarsi, così come le forme della convivenza democratica e civile.

Quindi, perché parlare di riforma dello Stato?

L’affermazione lascia intendere che è necessario andare ben oltre rispetto alla messa in campo di riforme o misure a breve termine, del tutto insufficienti a scongiurare il pericolo. Occorre una radicale revisione della struttura stessa dello Stato, volta all’affermazione di nuovi principi di eguaglianza e solidarietà, affinché si freni il processo in virtù del quale è l’economia a determinare i rapporti tra le persone.

Il vescovo di Genova, riferendosi al pronunciamento della Corte europea sulla Legge 40, ha parlato di surclassamento della nostra magistratura; la Corte, infatti, bocciando il provvedimento italiano, ha accetto le richieste dei ricorrenti senza che queste attraversassero, come è prassi, i gradi di giudizio della giustizia italiana.


COMMENTI
31/08/2012 - commento (francesco taddei)

il Cardinale dovrebbe capire che per non farsi scavalcare occorre ricominciare a parlare di comunità, unità nazionale e sovranità. concetti allontanati dalla paura del ventennio ma che oggi godono di esempi di nazioni democratiche e sovrane. qualcuno ha paura di un'italia orgogliosa, fiera e sovrana, diversa da quella con complessi di inferiorità di oggi?