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CARBOSULCIS/ La protesta continua, venerdì 31 agosto vertice governo/Regione

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“Rispetto a quanto riportato da alcuni media”, invece, prosegue la nota, “va anzitutto precisato che Enel sta onorando il suo contratto per acquisire carbone dalle miniere del Sulcis. Si precisa inoltre che questo carbone, per poter essere utilizzato nel rispetto delle norme ambientali, deve essere miscelato con carbone a basso tenore di zolfo di provenienza internazionale (che non arriva né dalla Cina o dalla Russia, ma da Colombia, Stati Uniti ecc.). Rispetto ai quali, il carbone della miniera locale ha infatti un contenuto di zolfo otto volte superiore”.

La nota mette in rilievo anche come la produzione della centrale Enel risenta “della congiuntura di mercato, che vede contrarsi la domanda a fronte di un'offerta sempre più numerosa (anche dei principali operatori stranieri, quali Eon, Edf, GDFSuez). Questa situazione fa oggi sì che Enel contribuisca con i suoi impianti sardi a produrre solo un quinto dell’energia elettrica dell’isola”.

Il Piano per lo sviluppo del Sulcis, proposto da Regione e Provincia e ora all'esame delle strutture tecniche del ministero, "é una buona base di partenza", fanno sapere dal Mise che si dice pronto a "perseguire l'attuazione di strategie e investimenti finalizzati a riconvertire le produzioni esistenti, ove sia possibile farlo, e a favorire la creazione in tempi adeguati di iniziative durature di sviluppo sostenibile".

I lavoratori, che di parole e di impegni ne hanno sentiti già in questi mesi, chiedono fatti. Oltre a regione Sardegna, provincia e sindacati, la protesta di Nuraxi Figus è sostenuta anche da Enrico Piras, segretario regionale dell’Unione Popolare Cristiana (UpC), Marco Ferrando del Partito Comunista dei Lavoratori (PcL) e il deputato del Popolo della libertà (PdL) Mauro Pili.

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