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CARBOSULCIS/ Matta (Cisl): il governo rischia di cancellare una risorsa di tutto il Paese

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Foto: InfoPhoto  Foto: InfoPhoto

La protesta è esplosa adesso perché solo ora il governo afferma che non intende perorare la causa e sostenere il progetto in sede comunitaria. Nel marzo scorso il presidente Ugo Cappellacci, rientrando da un viaggio a Bruxelles, aveva dichiarato che era tutto a posto, in quanto era arrivato il via libera per il progetto e quindi finalmente i 400 posti della miniera erano salvi. Ci sarebbe stata inoltre la possibilità di realizzare a bocca di miniera una centrale per alimentare le grandi imprese energivore del Sulcis.

 

Poi che cosa è avvenuto?

 

Si è scoperto che il governo non intende sostenere questo progetto e neppure presentarlo in sede comunitaria. Lavoratori e sindacati si sono trovati quindi davanti a una vera e propria fandonia. E’ una condizione inaccettabile, e quindi i minatori hanno assunto toni drammatici, con un risvolto decisamente delicato dal punto di vista sociale. Il mio auspicio è che qualcuno che ha la facoltà di sentire lo faccia.

 

C’è ancora la possibilità di fare cambiare idea al governo?

 

Il 31 agosto è previsto un tavolo tecnico in sede ministeriale, con Regione e governo, per capire che cosa si vuole fare. Ci sono ancora i margini perché il governo faccia proprio il progetto, e la protesta è indirizzata anche in questo senso. Non dobbiamo dimenticare che non si sta chiudendo solo la centrale, ma nel Sulcis si sta consumando anche un dramma senza precedenti, si sta cancellando un pezzo dell’industria nazionale, e non solo regionale o territoriale.

 

(Pietro Vernizzi)



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