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LEGGE 40/ D'Agostino: il paradosso di una Corte a cui interessano soltanto i codici

Pubblicazione:mercoledì 29 agosto 2012 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 29 agosto 2012, 10.46

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Assolutamente no. La legge sull’aborto, quale che sia il giudizio etico che si vuole dare su questa legge, non impone o non favorisce una selezione eugenetica dei nascituri. E anche la Legge 40 ha inteso proibirla. Meraviglia che la Corte europea dei diritti dell’uomo non abbia voluto tenerne conto. Almeno stando alle notizie divulgate fino ad ora. Bisognerà comunque aspettare di leggere tutta la sentenza, ma sembra che questo aspetto del problema non sia stato percepito affatto dai giudici.

 

Oltretutto un conto è parlare di diagnosi pre impianto, un conto di diagnosi prenatale.

 

In questo caso stiamo parlando di legge sulla fecondazione artificiale e quindi di diagnosi preimpianto a carico di embrioni concepiti in provetta, prima cioè che vengano portati nell’utero della donna. Ripeto, la legge italiana proibisce ogni pratica che renda possibile la selezione eugenetica degli embrioni e la distruzione di quelli ritenuti presumibilmente malati in favore di embrioni ritenuti presumibilmente sani. Questo è il nocciolo della Legge 40 a cui si riferisce la sentenza europea.

 

Secondo Severino Antinori, sentito in merito alla vicenda dal Corriere della Sera, le accuse di eugenetica non stanno in piedi. Lei sembra di convincimento opposto…

 

Il problema dell’eugenetica dovrebbe preoccuparci tutti non tanto perché nello scenario attuale sia immaginabile un rigoroso controllo eugenetico in carico a tutta la popolazione in età fertile o a tutte le coppie che vogliono fare figli. Il vero problema dell’eugenetica è un altro: è il pericolo dell’assuefazione psicologica a un controllo sociale sulle generazioni future. All’eugenetica o si dice di no in assoluto o è facile dirle di sì in assoluto. Perché, non appena si accetta anche solo una pratica eugenetica, è difficilissimo rifiutarne di nuove. L’opposizione alle pratiche eugenetiche deve essere un po’ come quella degli ecologisti che combattono l’inquinamento…

 

Cosa intende?

 

Una volta che si è riconosciuto che l’inquinamento è autentico, e quindi che è gravemente dannoso per la salute, non è possibile accettare un tasso di inquinamento anche solo moderatamente pericoloso. Con l’eugenetica è uguale. O rifiutiamo il controllo eugenetico sulle generazioni future, cominciando dalle pratiche di fecondazione assistita, oppure dovremo presto arrenderci al fatto che, in linea ipotetica, anche coppie fertili che non hanno bisogno della fecondazione assistita potrebbero, per ragioni eugenetiche, ricorrere a questa pratica per avere la certezza di mettere al mondo non soltanto figli “non malati” ma soprattutto figli particolarmente dotati dal punto di vista genetico.

 

Ma oggi, tutto questo, in Italia non è possibile.

 

Con la Legge 40 è possibile congelare gli embrioni che non possono essere impiantati nell’utero della donna per qualunque ragione. Oltretutto, la Corte costituzionale ha fatto saltare il vincolo massimo di tre embrioni da produrre per ogni ciclo di fecondazione assistita (quello inizialmente previsto dalla Legge 40,ndr). Quindi oggi in linea ipotetica è possibile fecondare 10 embrioni in vitro ed eventualmente congelarli. E fino qui siamo nel campo della legalità. Quello che non è legale fare è procedere alla selezione per ragioni eugenetiche dopo aver fatto una diagnosi sugli embrioni stessi per verificarne il loro stato di “salute”.

 

E agli embrioni che non vengono impiantati che sorte tocca?


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