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CARBOSULCIS/ Il minatore: la mia sfida a −400 metri contro le bugie dei politici

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Ci siamo divisi e abbiamo formato un gruppo all’esterno e uno all’interno. C’è infatti da presidiare l’ingresso della miniera per evitare episodi di sciacallaggio, in quanto nel Carbosulcis in questo momento non c’è una direzione e abbiamo tutto in mano noi come rappresentanti sindacali. Siamo noi quindi i responsabili di quello che succede. Occorre inoltre effettuare dei controlli e coordinare le persone che arrivano, perché ci sono persone che provengono da ogni parte del mondo, persino dal Cile. Ogni tanto ci diamo il cambio, e quindi un gruppo risale in superficie e un altro scende nel sottosuolo. Io ho partecipato sia all’occupazione in galleria sia ai controlli in superficie.

 

State raccogliendo molte adesioni?

 

E’ una cosa bellissima e mai vista in precedenza. Anni fa ho vissuto un’altra occupazione, durante una precedente crisi del Carbosulcis. Nulla però di paragonabile a ciò che sta avvenendo ora, con le informazioni sulla nostra occupazione che stanno raggiungendo tutto il mondo e Internet che ci permette di essere molto più collegati tra di noi.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
30/08/2012 - Domande rispettose (Giuseppe Crippa)

Queste parole di un “vero” rappresentante sindacale dei minatori della Carbosulcis (vero perché non è un sindacalista professionista e quindi perderebbe davvero il posto di lavoro nel caso la storia finisse male) mi spiegano la vicenda molto meglio di tante altre dichiarazioni ed auspici (compreso quello del Presidente delle Repubblica). Mi auguro che Il Sussidiario mantenga e sviluppi questo contatto con il rispetto, la delicatezza e la voglia di capire che traspaiono dalle domande, consentendoci così di capire davvero bene questa realtà.