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Cronaca

MINATORI SULCIS/ Il Governo promette di intervenire: soluzioni alternative sono possibili

Sul caso dei minatori sardi che si sono rinchiusi sotto terra, è intervenuto il sottosegretario allo sviluppo economico annunciando che sono possibili soluzioni per salvare il lavoro

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Il caso dei minatori sardi della miniera Carbosulcis a Nuraxi Figus è ormai alla ribalta nazionale. Dopo che ieri uno di loro si era tagliato a un polso, è infatti intervenuto anche il Capo dello Stato assicurando la sua vicinanza personale a tutti loro. I minatori si sono auto rinchiusi a circa quattrocento metri di profondità per protesta contro l'annunciata chiusura della miniera. Stamattina è intervenuto sul caso il sottosegretario allo sviluppo economico che ha dato un segnale forte ai lavoratori: non è scritto da nessuna parte, ha detto, che la miniera debba chiudere il prossimo 31 dicembre. De Vincenti è intervenuto ai microfoni del programma Radio Anch'io spiegando poi che la miniera appartiene nella sua totalità alla Regione Sardegna: è dunque la Regione che ha la responsabilità di decidere l'eventuale chiusura, ma secondo il sottosegretario esistono i margini per soluzioni alternative. Ha voluto però specificare che qualunque progetto di riconversione della miniera, come propongono gli stessi minatori, deve essere "economicamente sostenibile". In questo senso la proposta della Regione Sardegna di riconversione e che aveva un costo di circa 250 milioni per lo Stato italiano è ovviamente bocciata. Dunque riconversione sì, ma solo se "il futuro del Sulcis passa per attività economiche che sappiano stare sul mercato". Come detto, ieri Napolitano si era espresso con parole di solidarietà nei confronti dei minatori: "Sono sicuro che non mancherà da parte di nessuno, e tanto meno da parte delle forze del lavoro in Sardegna, la realistica e coraggiosa consapevolezza dell'esigenza di trovare per i problemi così acutamente aperti soluzioni sostenibili dal punto di vista della finanza pubblica e della competitività internazionale in un mondo radicalmente cambiato rispetto a decenni orsono". La Sardegna è attraversata anche da un altro problema analogo, quello die lavoratori degli stabilimenti Alcoa di proprietà americana che hanno deciso di sospendere l'attività chiudendo l'azienda.