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CASO CELESTE/ Il tribunale di Venezia: la cura con le staminali deve continuare

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Il giudice del tribunale di Venezia ha ordinato all'ospedale di Brescia di continuare le cure con le staminali per Celeste Carrer. Lo ha annunciato all'Ansa Marino Andolina, il medico pediatra della bimba veneziana di due anni malata di atrofia muscolare spinale. Andolina ha altresì espresso "grande soddisfazione" per il pronunciamento del magistrato. La cura a cui è stata sottoposta Celeste è "da considerarsi quale cura compassionevole, prevista dal decreto ministeriale Turco-Fazio", hanno spiegato gli avvocati della famiglia di Celeste Carrer commentando la motivazione alla base della decisione del giudice del lavoro del tribunale di Venezia, Margherita Bortolaso, di far riprendere le cure a base di cellule staminali per la piccola. "La famiglia Carrer e i suoi legali”, proseguono gli avvocati, “esprimono piena soddisfazione per quella che è da ritenersi una legittima tutela di un diritto costituzionalmente garantito, e cioé il diritto alla salute".

Lo scorso 15 maggio l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) aveva deciso di sospendere le attività del centro degli Ospedali civili di Brescia in cui Celeste era sottoposta ad una terapia sperimentale a base di cellule staminali adulte. Lo stop era stato disposto in seguito ad un'ispezione congiunta dei Carabinieri del Nas e degli ispettori dell'Aifa nei laboratori dell'ospedale. Il giudice Margherita Bortolaso, tuttavia, il 22 agosto aveva deciso, in attesa del pronunciamento definitivo sul ricorso avanzato dai genitori per chiedere la ripresa immediata delle cure mediche, che la terapia fosse ripresa. Contestualmente, la Procura della Repubblica di Torino aveva chiuso le indagini preliminari sulle attività della Stamina Foundation, che ha preparato la cura di Celeste; i pm hanno indagato 13 persone ipotizzando i reati di somministrazione di farmaci imperfetti, somministrazione di farmaci pericolosi per la salute pubblica, truffa e associazione per delinquere finalizzata a commettere reati. Secondo la magistratura inquirente torinese, inoltre, diversi pazienti avrebbero versato all'Onlus cifre di denaro comprese tra i 30 e i 50 mila euro e alcuni di loro avrebbero presentato degli esposti in Procura.

La piccola, sulla base del primo provvedimento d'urgenza della dottoressa Bertolaso, era stata sottoposta ad una infusione di staminali adulte (prelevate dalla madre) venerdì scorso all'ospedale di Brescia. "Per valutare l'efficacia della cura", aveva spiegato Andolina, "bisogna aspettare mediamente una ventina di giorni. Ma Celeste è uscita molto allegra dall'ospedale e, a vederla, sembrava stare già meglio. Forse ha influito anche l'entusiasmo della famiglia, perchè anche l'umore dei genitori, in questi casi, influisce".


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