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Cronaca

IL CASO/ Victoria, Youtube e quella domanda che non avrà risposta

Victoria Vardy, giovane inglese di 25 anni, ha fatto tutto da sola: ha lanciato un appello sul web per ritrovare la sua vera madre. Ma conviene davvero sapere la verità? MONICA MONDO

Un frame del video messo in rete da Victoria Vardy per ritrovare la madreUn frame del video messo in rete da Victoria Vardy per ritrovare la madre

Che bella storia ci arriva dall’Inghilterra. Una storia vera, eppure anche una favola senza tempo, e quindi universale, di quelle che avrebbero ispirato apologhi per fissare la condizione umana. Victoria Vardy ha 25 anni, vuol fare la giornalista, ha una famiglia felice, anche se ha perso la mamma qualche anno fa. Questo sappiamo dal Guardian che ha ritenuto di occuparsi di una vita qualunque, di una vita speciale. Perché il celebre quotidiano è solo cassa di risonanza di una news privatissima, che pure può fare e farà il giro del mondo. Victoria ha lanciato un appello sulla rete, ha messo il suo faccino davanti a una telecamera e ha cominciato così: “Ciao, sono Victoria, sono nata il 14 marzo 1987. E questo è praticamente tutto quello che so della mia nascita”. E non le basta. Perché per sapere chi sei devi avere radici, e il sangue ti dice che quelle affettive, quelle di una parentela acquisita non bastano. Sono tantissimo ma non bastano, Victoria è grata ai suoi genitori adottivi, non li cambierebbe per nulla al mondo. Ma si chiede da anni perché la sua vera mamma l’abbia abbandonata,  scruta il suo corpo e i lineamenti, per trovare le tracce  esilissime che riconducano a volti, paesaggi, nomi. Quel piedino un po’ storto, da piccola; quel taglio degli occhi, quel vezzo di piegare il capo pensosa.  Chi sono? E’ la domanda di tanti, di tutti i bambini, e poi uomini e donne che hanno ricevuto in sorte una famiglia d’amore, ma non conoscono di chi sono figli.  Sono tantissime in ogni paese le associazioni nate proprio a  questo scopo, ritrovare un legame, una storia, un passato. Quante carrambate televisive  ci hanno riportato sugli schemi abbracci e lacrime che abbiamo sentito come vere, perché ciascuno, dentro il cuore, sa che farebbe come Victoria, cercherebbe padre e madre. La novità in questa ragazza sbarazzina e tenace è semmai la serenità, la totale mancanza di rancore: che grandi genitori devono averla cresciuta, per colmare il vuoto, la perdita, per stare al suo fianco, in questa richiesta struggente di sapere. Victoria parla della mamma con tenerezza e pietà. Non le rimprovera di essere sparita per sempre; è convinta che qualche pena deve averla spinta a tanto, qualche ineluttabile dramma di vita, e spera soltanto che ora sia in pace. Vuol donarle il  suo perdono di figlia.