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IL CASO/ 2. La storia di un pescecane amico dell'uomo

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Squalo (Infophoto)  Squalo (Infophoto)

Patrizia Leardini, presidente del consiglio di amministrazione della cooperativa, era convinta di aver sbagliato a fare i conti. Invece l’utile c’era ed era reale. Solo che invece di spartirselo fra soci, i ragazzi decisero di reinvestire tutto quel che restava (pagate le spese di gestione, affitto incluso) aggiungendo nuove vasche. Per attrarre i turisti, ogni anno occorre una novità. Così, un anno dopo l’altro, gli utili vennero impiegati per far arrivare a Cattolica le tartarughe marine, poi i pinguini, infine le lontre e addirittura i caimani. Tutti animali, però, non catturati nel loro ambiente, ma nati in ambiente controllato e provenienti da strutture di cura (e ovviamente dai collegamenti con la Costa Edutainment). Che a Cattolica hanno trovato casa e famiglia. 

I ragazzi salvati dagli squali hanno infatti ricambiato il favore, dando avvio al progetto “Salva una specie in pericolo” (www.salvaunaspecie.it): le tartarughe marine tenendole “all’asilo” fino a che le dimensioni non ne consentono la liberazione in mare aperto (a ottobre di ogni anno), i pinguini di Humbolt sostenendo la fondazione che in Perù ne sta ricreando l’habitat compromesso dall’uomo, gli squali con un’opera di sensibilizzazione a 360° per bloccare la pratica del finning (il taglio della pinna) e salvarli dall’estinzione.

Oggi l’Acquario di Cattolica (www.acquariodicattolica.it) è secondo solo a quello di Genova e in cinque anni ha ricevuto 1milione e 300mila visitatori., con un fatturato annuo che si aggira sui quattro milioni di euro. “Ci ho sempre creduto, ma non me l’aspettavo”, scherza (ma non troppo) Patrizia Leardini. I 16 soci della cooperativa ogni anno organizzano una “gita scolastica” e vanno a studiare da vicino gli altri parchi marini europei. E Costa ha deciso di uscire da dietro le quinte, rilevando l’intera proprietà di Parco Navi spa (l’originaria società mista pubblica e privata fondata dal Comune). E la Cooperativa? Oggi dà lavoro a una settantina di persone. E dal prossimo anno non pagherà più l’affitto, ma avrà l’intera struttura in appalto.

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