BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Cronaca

LA STORIA/ Quel centro italiano per i Down che stupisce anche gli Usa

Immagine d'archivio (Infophoto)Immagine d'archivio (Infophoto)

Proprio la formazione continua degli operatori si è dimostrato uno degli aspetti cruciali per il benessere degli ospiti. Su questo nodo è stato realizzato un teaching center che negli anni ha intessuto relazioni con alcune delle più importanti realtà nazionali e internazionali che si occupano di disabilità e invecchiamento. Di qui l’organizzazione di un convegno internazionale dedicato al tema della longevità nella disabilità intellettiva che si terrà proprio a Trento il 5 e 6 ottobre prossimi. Il mese successivo Matthew Janicki, uno dei più autorevoli studiosi a livello internazionale (tra i responsabili del gruppo americano che ha steso le linee guida federali per il trattamento della demenza nella Disabilità Intellettiva) ha chiesto di poter venire a visitare la struttura trentina e nell’occasione ad Arco di Trento verrà presentata la versione italiana del documento americano.

«Il mio amico Luc (De Vreese, psicogeriatra di Modena, responsabile scientifico del progetto) ci ha sempre ricordato che "se una persona ha una demenza c’è molto da fare"», racconta Tiziano Gomiero, psicologo e pedagogista che con il medico Ulrico Mantesso ha promosso il progetto, «ma da dove partire? Siamo partiti dal verificare se è vero che in ogni persona dentro qualsiasi condizione rimane un desiderio inestirpabile di libertà, di bellezza, di relazione espresso magari in modo contraddittorio, contorto o estremamente difficile da decifrare. Abbiamo scommesso sulla capacità di autoregolazione di persone che per una vita erano state abituate ad seguire ritmi imposti da altri. La pubblicazione americana racconta gli esiti di questa verifica. È un punto d’inizio che sappiamo può funzionare, non più una pia intenzione».

(Eugenio Andreatta)

© Riproduzione Riservata.