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DOPING SCHWAZER/ Alex, anche questo errore è un'occasione

La notizia che ha scosso l'intera Olimpiade è quella del doping di Alex Schwazer. Una carriera finita, un errore che determina tutto. L'uomo come l'atleta? Ne parla LUIGI BALLERINI

Alex Schwazer (Infophoto) Alex Schwazer (Infophoto)

Caro Schwazer,

mi permetto di chiamarti caro sebbene non ti conosca. Per onestà ti informo che non sapevo neanche che esistessi prima dell’esposizione mediatica di queste ore.

Devi perdonarmi, sai, ma tendo a non seguire molto lo sport e solo per questo il tuo nome mi era ignoto.

Ti ho chiamato caro perché sono colpito dalla tua vicenda e mi sono trovato a provare un po’ di tenerezza per la storia in cui ti sei infilato, con i tuoi ventotto anni.

Ho letto, come moltissimi italiani, le tue dichiarazioni, molte delle quali sono state pesantemente criticate. In particolare è stato rimarcato quel tuo ripetere “mi prendo tutte le responsabilità”, frase che il tuo allenatore ha persino definito puerile. Ecco è per questo che ho pensato di scriverti, perché trovo la questione interessante. Per me innanzitutto e quindi, credo, anche per te.

Non ci prendiamo le nostre responsabilità, sai. Quelle le abbiamo e basta, per il solo fatto di essere uomini, ossia soggetti che pensano in proprio le loro azioni. Semmai raccogliamo le conseguenze dei nostri atti, e ciò vale per quelli buoni come per quelli cattivi. Queste conseguenze si chiamano sanzioni: se tratto

bene una donna verosimilmente avrà piacere a stare con me, se le tiro un bidone clamoroso al primo appuntamento potrebbe non accettare un secondo invito. Siamo sempre dentro un rapporto, qualsiasi cosa facciamo, e la dimensione della sanzione ci accompagna, grazie a Dio, in ogni istante.

In questo momento, doloroso e di confusione, stai sperimentando che ogni nostro atto, compreso il ricorrere al doping, si trascina dietro delle inevitabili conseguenze. Le avrebbe avute comunque sulla tua salute anche se non ti avessero scoperto, credimi: da medico conosco cosa può provocare l’EPO sul tuo corpo se usata a sproposito.

Mi sento di farti una confidenza, un aneddoto personale. Avevo sei anni ed ero in vacanza con i miei all’Isola d’Elba. Non so perché, ma mi sono ritrovato in visita al carcere di Porto Azzurro. Mentre mi aggiravo per il negozio dei lavoretti preparati dai carcerati, in un momento in cui mamma e papà erano intenti a parlare con dei conoscenti, sono stato avvicinato da un carcerato, che si occupava della vendita. Io avevo paura e tenevo lo sguardo a terra, così non ricordo il suo viso, ma solo i miei sandali blu con gli occhietti. Però ricordo bene la sua voce che diceva: “Ehi, bambino lo sai perché sono qui da vent’anni?”. Io no, non lo sapevo e non volevo neanche saperlo. Ma lui evidentemente ci teneva a dirmelo.


COMMENTI
10/08/2012 - Condanna e perdono (Giorgio Antonaci)

Ecco. Voglio rifugiarmi anch'io in questo giornale, sempre informato e moderato e in questo articolo, anch'esso non fondamentalista. Gli errori sono di chi vive, di chi agisce. Chi non fa nulla sbaglia poco, ma non partecipa affatto. E voglio rifugiarmi, infine, nel commento che mi ha preceduto: il perdono. Si ragazzo mio: il perdono lo hai chiesto, e questa è la prima condizione. Sono poi necessari il pentimento e il fermo proponimento di non commettere più quel reato, o quel peccato. Ci sarebbe, poi, la riparazione degli effetti possibili, ma in questo caso la vedo dura. Insomma, dopo quello che non dovevi fare, Alex, quello che dovevi fare lo hai fatto. Chi siamo noi per negarti il perdono. Anche se non sarà facile, buona vita Alex e perdona i miei errori. Giorgio Antonaci.

 
08/08/2012 - tieni duro ragazzo!! (davide rivi)

Si tieni duro!!! Non so come mai, ma la sensazione è quella di vedere una brava persona, stritolata da una cosa molto, troppo grande. Quello che mi sta colpendo di te in questo momento è questa voglia di verità. Per me è chiaro quanto, con che energia, con che potenza questa verità avesse bisogno di uscire. Coraggio quindi. Quanto stai passando, lascerà il ragazzo e troverà l’uomo. Fai tesoro di questa esperienza. E un giorno non avere timore di divulgarla perché chi, come te sottoposto a grandi pressioni, possa sempre capire quale è la strada che vale la pena percorrere. Segui la Verità e la Verità ti renderà libero. Davide.

 
07/08/2012 - Sbagliando si impara. (claudia mazzola)

Ieri, i commenti alla tv sul doping di Alex mi hanno fatto male. Lo hanno massacrato di condanne, chiunque abbia puntato il dito contro di lui guardi anche alla prorpia debolezza. Io intanto Alex lo abbraccio e Dio lo perdona.

 
07/08/2012 - Ingannati, traditi, delusi ma non ricattatori (Giuseppe Crippa)

Alex, sono uno di quelli che hai “ingannato, tradito, deluso”. Ma noi non faticheremo poi tanto a trovare qualche altro sportivo nel quale immedesimarci continuando questo gioco della ricerca di una eterna gioventù, quella a cui il nostro animo aspira, proiettata in ragazzi e ragazze che sono nati nella nostra stessa terra, parlano la nostra lingua madre e ci commuovono ogni volta che fanno risuonare il “poropopo” del nostro inno nazionale. Da oggi lo Schwazer competitivo ad altissimi livelli appartiene al passato, ma hai una vita davanti a te con le sfide che ogni vita racchiude: tieni presente che abbiamo bisogno di buoni carabinieri più che di buoni marciatori.