BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Cronaca

PARADISE: FAITH/ 1. Sbai: un nichilismo osceno che offende la fede di cristiani e musulmani

Ulrich Seidl (Infophoto)Ulrich Seidl (Infophoto)

Al di là dei particolari scenici su cui non mi soffermo perché palesemente e forzatamente osceni e quindi non funzionali ad un qualsiasi significato artistico, il senso del film affonda le sue radici molto giù nelle profondità delle viscere dell’uomo europeo, tentando di rendere osceni e volutamente pruriginosi tutti i simboli cristiani, per la verità con un modus operandi un po’ anni 60, da piena rivolta contro la dimensione ecclesiastica. Lo scandalo, dunque, ci sta tutto, ma non solo per l’oscenità di alcuni particolari, per la pesante e voluta forzatura nella morbosità, ma anche e soprattutto per il tema che ne emerge: donna e uomo nella stessa casa, lei si abbandona ad un fanatismo cristiano di memoria medievale e oscurantista e lui, bloccato su due ruote, che non può esplodere tutto il suo estremismo, tutta la sua volontà di distruzione di ciò che lo circonda e che gli pare peccaminoso. Come peccaminoso appare alla moglie, che in quel mondo al marito pare perfettamente aderente.

L’estremismo rivela, anche se maldestramente, la sue tante facce anche in pellicole come questa. È evidente che chi pensa una pellicola come questa sa bene cosa ha dentro e con essa lo esprime alla perfezione, utilizzando la crisi del nulla di cui siamo preda per rendere un’idea profonda ma mal raffigurata. Un’occasione persa, mi vien da dire.

© Riproduzione Riservata.