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Cronaca

PARADISE: FAITH/ 2. Binetti: un "aborto" che profana il cuore di tutti

Fotogramma da Fotogramma da "Paradise: Faith" di U. Seidl (immagine d'archivio)

E quindi non sta neppure nei gesti blasfemi del viraggio totale di comportamento, quando l’erotismo svela una sua intrinseca volgarità, per cui quel disprezzo verso il crocifisso, simboleggiato nello sputo non è altro che disprezzo di sé, segno di un fallimento esistenziale a tutto campo.

Ma per questo non c’era proprio bisogno che Venezia proponesse un film di questo tipo! sottoporre la fede di milioni di persone, che sperabilmente non andranno a vedere il film, a una sorta di profanazione del loro sensus fidei, è un’iniziativa decisamente di dubbio gusto. Né sembra che si possa definire il film un’opera d’arte, anche perché l’insignificanza del messaggio si mescola alla assoluta mancanza di speranza e di prospettiva umana e soprannaturale. La protagonista del film appare come una donna malata nell’anima, sola, anche perché sembra incapace di creare rapporti umani significativi, ma alla fine del film è ancora più sola per quella sensazione di estraneità che suscita negli spettatori; la dis-umanizzazione della sua sensualità, che altro non è che una affettività disintegrata, la sua violenza finale nel gesto di rabbioso rifiuto verso il crocefisso, sono una manifestazione del nichilismo imperate della nostra cultura. E la sensazione di vuoto esistenziale che la storia trasmette spaventa, allontana, disturba chi guarda, e francamente non sembra priorio che questo sia il senso dell’arte, neppure dell’arte cinematografica, che così facendo contribuisce a seppellire se stessa. 

L’uomo di oggi non ha bisogno di trovarsi a tu per tu con la morbosità di una fede fallita, perché è falsa fede in se stesso, nella propria drammatica fragilità e solitudine. Ha bisogno di qualcosa di ben più profondo e l’arte può dargli proprio ciò di cui ha bisogno: è la bellezza che salverà il mondo, diceva Dostoevskij ed è la bellezza che salverà il mondo ci ripete Benedetto XVI. Ma in questo caso di bello non sembra esserci nulla, e allora viene il dubbio che si sia trattata di una ennesima provocazione rivolta ai cristiani, alla loro fede, un ennesimo sberleffo, contando sul fatto che forse non reagiranno… o peggio ancora, dovranno misurarsi con qualcuno che cercherà di spiegare loro che questa è arte!  

 

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