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Cronaca

SANTO DEL GIORNO/ Oggi, 1 settembre, si celebra Sant'Egidio Abate

Il primo settembre la Chiesa Cattolica ricorda la figura di Sant'Egidio Abate, venerato come patrono dei tessitori, dei fabbri ferrai, dei mendicanti, degli storpi e anche dei bambini

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Il primo settembre la Chiesa Cattolica ricorda la figura di Sant'Egidio Abate. Venerato come patrono dei tessitori, dei fabbri ferrai, dei mendicanti, degli storpi, viene considerato in alcune zone europee anche un Santo protettore dei bambini. Testimonianze del culto di Sant’Egidio Abate si ritrovano non solo in Italia ma anche in Olanda, Francia e Belgio. In Olanda invocazioni a Sant’Egidio Abate vengono fatte per proteggersi dal delirio, dalla follia e dalla febbre. In Italia sono state dedicate al Santo circa una cinquantina di chiese fra cui quelle di Linguaglossa (Ct), Cellere (Vt), Tolfa (Roma), Sant'Egidio alla Vibrata e Orte(Te), Sommati (frazione di Amatrice in provincia di Rieti), Latronico (Pt), Staffolo (An), Sant'Egidio del Monte Albino (Sa), Staffolo (An), Vaiano (frazione di Castiglione del Lago in provincia di Perugia) e Caprarola (Vt). A Linguaglossa vengono rivolte preghiere al santo per proteggere la città dalle eruzioni e dai terremoti provocati dall’Etna. Ad oggi non si hanno date certe sull’epoca in cui visse effettivamente Sant’Egidio Abate. Alcuni studiosi lo collocano all’inizio del VI secolo, altri un secolo e mezzo dopo ed altri ancora affermano che la sua morte avvenne fra il 720 ed il 740. Le vicende del Santo vengono narrate anche nelle pagine della Leggenda Aurea, una vasta raccolta di storia delle vite di santi scritta nel XIII secolo da Iacopo da Varagine. Secondo questi scritti Sant’ Egidio nacque ad Atene da una famiglia di stirpe reale. Sin da piccolo venne istruito secondo i dettami della religione cristiana e, giunto in età adulta, scelse la vita da eremita e si nascose alla gente nel folto di un bosco. Leggenda vuole che il sant’uomo venisse nutrito con il latte portato da una cerva messaggera di Dio ma, sfortunatamente, un giorno l'animale si trovò coinvolta all’interno di una battuta di caccia. Inseguita dai cacciatori si rifugiò ai piedi dell’eremita e il re, a capo dei cacciatori, cercando di colpire la cerva colpì inavvertitamente con una freccia l’eremita. Per farsi perdonare dell’accaduto, il re fece omaggio all’eremita del bosco dove viveva. In quel luogo qualche anno dopo sorse un abbazia di cui Sant’Egidio divenne abate.