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IL CASO/ Vendersi a scuola a 16 anni, il dramma di un abbraccio cercato e non trovato

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Così quando posso, quando a scuola con i ragazzi parlo di sesso, all’interno dei progetti per “l’educazione affettiva” io affronto sempre il tema delle lucciole, suscitando grande interesse. E ho sempre un esempio da fare: ma secondo te, vale di più un rapporto sessuale completo con una prostituta o un bacio, un bacio in bocca d’accordo, con la ragazza che hai sempre desiderato, quella del quinto anno che mezzo istituto, la parte maschile, ci sta dietro?

O la tua compagna, sì quella a cui lanci sguardi come lenze e lei mai che abbocchi. Gira gli occhi, malmostosa.

Cosa ti piacerebbe, davvero, di più?

A fare cosa ci vuole più coraggio?

Il coraggio dei 50 euro, che abbiamo visto possono ridursi dieci volte, o il coraggio del cuore innamorato, che batte all’impazzata, che scopre di essere uomo, scelto, desiderato?

La bellezza del desiderio. Il coraggio del desiderio. La nostalgia del desiderio.

Ripenso alla ragazza sedicenne, che nei bagni la dava via per 10 euro anche ai professori: lo faceva davvero per desiderio. 

Non certo di denaro.

Desiderio puro: ecco, prendetemi.

Desideratemi.

Il movimento del cuore che ha necessità estrema di essere preso in qualche modo, da qualcuno. Perché un abbraccio resta pur sempre un abbraccio, anche se pagato. Soprattutto uno sguardo, lo sguardo di qualcuno su di te, lo stesso che un bambino rivolge alla madre, lo sguardo che anche una madre prostituta ha verso i figli, quello che andava cercando probabilmente anche lei.

Nello sguardo abita il desiderio. Con uno sguardo vieni scelto.

È il modo in cui guardi l’altro a determinare la stoffa di cui sei fatto, e l’altro può coprirsi con la coperta dei tuoi occhi. 

Forse lei, nel momento in cui veniva spogliata, lei, ragazzina, si è sentita scelta, in qualche modo destinata. Anche i professori la volevano: in questa scintilla sta la luce che brucia l’uomo. Ognuno di noi ha dentro un incendio, può essere sole, stella nascente, oppure inferno, siamo liberi di farlo. Incapaci di spegnerlo (per fortuna, o per sorte, fate voi).

 



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