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OMICIDIO MEREDITH/ "Honor Bound", il libro di Raffaele Sollecito: volevano che incastrassi Amanda

Esce negli Stati Uniti il libro auto biografico di Raffaele Sollecito. Dentro ci sono accuse precise nei confronti dei magistrati e dalla polizia: volevano che incastrassi Amanda, scrive

Raffaele Sollecito, foto InfoPhoto Raffaele Sollecito, foto InfoPhoto

Esce l'annunciato libro di Raffaele Sollecito, il giovane coinvolto nel caso dell'omicidio di Meredith Kercher, la ragazza inglese massacrata a Perugia di cui fu incolpato insieme alla sua ex fidanzata Amanda Knox. I due come si sa sono stati scagionati dalle accuse dopo una lunga detenzione in carcere e un drammatico processo che alla fine ha permesso loro di tornare in libertà. Molte ovviamente le polemiche come sempre in questi casi, ma di fatto Raffaele Sollecito e Amanda Knox sono liberi e non più sospettati d aver ucciso la giovane amica collega di studi a Perugia con loro. Esce adesso negli Stati Uniti Honor Bound, il suo racconto di questa vicenda, un libro auto biografico che si presume sarà ben presto pubblicato anche in Italia. In primo grado Sollecito era stato condannato a 25 anni di detenzione, mentre Amanda aveva ricevuto 26 anni di pena: lo scorso ottobre l'assoluzione. Adesso si attende nel marzo del prossimo anno il processo in Cassazione. Il libro di Sollecito viene anticipato con qualche estratto dal settimanale Oggi in edicola domani. Dentro, parole che apriranno nuove polemiche. Il giovane ingegnere infatti accusa il pm Giuliano Mignini di averlo voluto convincere a incastrare l'americana: lo avrebbe dichiarato innocente se avesse fatto qualcosa in tal senso. Si legge anche in un'altra anticipazione, quella del quotidiano La Stampa che l'avvocato di Sollecito Giulia Bongiorno quando seppe di queste trattative minacciò di lasciare l'incarico "perché una trattativa segreta costituiva la violazione della procedura legale". Sollecito, scrive, sarebbe stato minacciato diverse volte durante gli interrogatori: "Pensavo che la Polizia fosse fatta di onesti difensori della pubblica sicurezza, ma questi mi sembrava che si comportassero più come dei banditi". Parole forti come si può capire. Un poliziotto durante uno dei primi interrogatori gli avrebbe anche detto che se si fosse alzato e allontanato dal dove si trovava lo avrebbe pestato a sangue: "Poi mi si gelarono le ossa quando sentii i lamenti di Amanda dall’altra stanza. Urlava in italiano, "Aiuto, aiuto!".