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SANTO DEL GIORNO/ Oggi, 20 settembre, viene celebrato Sant'Eustachio Placido, martire

Il 20 settembre la Chiesa cattolica celebra Sant'Eustachio Placido Martire, considerato Patrono di cacciatori e guardiacaccia. E’ uno dei 14 Santi ausiliatori, invocato durante le epidemie.

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Il 20 settembre la Chiesa cattolica celebra Sant'Eustachio Placido Martire, considerato il patrono di cacciatori e guardiacaccia. E’ uno dei 14 Santi ausiliatori, invocato durante le epidemie. Nato probabilmente verso la metà del I secolo d.C. da una famiglia di patrizi romani, sin da bambino si dedicò all’arte delle armi. Si arruolò nell’esercito romano in giovane età e la sua carriera militare raggiunse l’apice quando venne elevato al grado di "magister militum" e inviato dall’imperatore Traiano a dirigere una legione in Asia minore. Leggenda vuole che Placido, durante una fra le sue tante battute di caccia, scorse fra i palchi di un cervo una fulgida croce. La mistica visione lo convinse a convertirsi alla religione cattolica e la sua scelta di fede fu poi seguita anche dalla moglie Teopista e dai figli Agapito e Teopisto. Fu dopo l’atto di conversione e il battesimo che Placido prese il nome di Eustachio. Caduto in sventura e perseguitato per la scelta fatta, Eustachio e la sua famiglia furono costretti a trasferirsi in Egitto. Purtroppo anche lì la sfortuna continuò a perseguitarlo: infatti, poco tempo dopo dall’arrivo in terra d’Egitto, tutti i componenti della sua famiglia sparirono nel nulla, forse rapiti inspiegabilmente. Passarono alcuni anni, scoppiarono nuovamente dei conflitti in Asia e l’imperatore Traiano, ricordando le eroiche gesta del generale Eustachio, decise di richiamarlo a suo servizio. Il Santo venne reintegrato nel suo ruolo precedente e subito rinviato in Asia a capo delle milizie romane con il compito di riportare l’ordine. Dopo grandi vittorie, Eustachio tornò a Roma dove venne accolto in trionfo. A Roma il Santo non trovò solo onorificenze e gloria, ma ritrovò la cosa a lui più cara, la sua famiglia da tempo sparita. Durò per poco tempo la felicità di Eustachio, fino a che l’imperatore Adriano (successore di Traiano) chiese al Santo di offrire un sacrificio alle divinità romane. Eustachio non volle tradire la fede cristiana e si rifiutò. Venne quindi condannato con la sua famiglia al supplizio. Imprigionati all’interno di un contenitore in metallo a forma di toro posto sopra le fiamme, morirono tutti fra le più atroci pene.