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ILVA TARANTO/ Chiusi i reparti sequestrati, lavoratori in agitazione

Pubblicazione:venerdì 21 settembre 2012

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Ilva Taranto, situazione estremamente confuso stamattina dopo che è stata sospesa l'energia a tutti i reparti che si trovano sotto sequestro per ordine della magistratura. Gli operai temono si stia avviando la procedura di spegnimenti degli impianti con il conseguente definitivo fermo dell'azienda, ma da parte dell'azienda stessa è arrivata la smentita: non abbiamo avviato la procedura di spegnimento. Intanto però circa un centinaio di operai sono andati a occupare proprio quei reparti a rischio fermo: si stanno però dissociando i sindacati come quello Fim Cisl che parla di iniziativa dei responsabili dell'Ilva dopo il no dei custodi al piano per la bonifica. Il segretario della Fim Cisl Bentivogli ha così commentato la situazione: "Qualcuno vorrebbe che i lavoratori lasciassero i reparti per andare a protestare. Noi  siamo completamente estranei a una iniziativa di questo genere. Siamo un'organizzazione sindacale che usa buon senso e cervello anche quando lotta". Sulla stessa linea anche la Fiom Cgil che parla addirittura di un tentativo di istigare gli operai alla rivolta contro magistrati. Una sottrazione dunque estremamente confusa che la dice lunga della situazione relativa al grande stabilimento di Taranto. Ieri Ilsussidiario.net aveva parlato con un operaio dell'Ilva, che aveva spiegato la situazione vissuta dai dipendenti: "E’ difficile far comprendere all’esterno come un’area come l’Ilva, in cui lavorano 11mila persone, più l’indotto, è paragonabile ad una grande città in cui ciascun settore rappresenta un quartiere in cui lavorano persone che vivono la situazione e le proprie realtà in maniera differente. Per quanto mi riguarda, nella mia area, che non è tra quelle sottoposte a sequestro, c’è un forte sentimento d’aspettativa. Siamo consapevoli del fatto che stiamo facendo il nostro lavoro al meglio e che, comunque sia, dobbiamo aspettare le decisioni di altri per capire se potremo continuare a lavorare oppure no".  Sempre lo stesso operaio, rimasto anonimo per evidenti motivi, ha aggiunto che "Al momento, da parte della società, assistiamo ad un tira e molla nei  confronti della Procura e della politica. Come in tutte le contrattazioni, le parti cercano di raggiungere, per se stesse, il massimo vantaggio possibile".


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