BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Cronaca

ILVA TARANTO/ L’inviato: così si va verso la chiusura

Il vertice Ilva con i ministri Corrado Passera e Corrado Clini (InfoPhoto)Il vertice Ilva con i ministri Corrado Passera e Corrado Clini (InfoPhoto)

Dopo il provvedimento, la Procura si era detta eventualmente pronta a valutare le istanze dell’Ilva, purché quest’ultima presentasse un piano credibile, serio, che intervenisse sui nodi strutturali che erano stati indicati nel sequestro. Non si trattava di imbiancare la facciata – avevano detto i magistrati – ma di fare cose concrete. Da quelle frasi del procuratore di Taranto, Sebastio, sono passati due mesi, e la situazione ha visto sì un impegno del governo, che è stato finalizzato però soprattutto a costruire la nuova Autorizzazione integrata ambientale (Aia). Quel piano che la Procura si aspettava invece non è arrivato, mentre martedì scorso è stato presentato un altro piano da 400 milioni di euro che la Procura ha giudicato insufficiente.

 

Per quale motivo?

 

Di questa cifra, 146 milioni erano già stati stanziati ad agosto, e quindi scendiamo di fatto a un netto da 250 milioni di euro di nuove risorse. Il piano è stato mandato alla Procura e l’Ilva ha anche chiesto alla magistratura la possibilità di una minima capacità produttiva. Questo serviva a mantenere l’azienda in vita, a fare sì che i lavoratori fossero occupati e ci fossero le risorse per finanziare gli investimenti ambientali. Il piano è stato trasmesso dalla Procura ai custodi responsabili delle aree sequestrate, che in questa fase sono anche i tecnici dei pm. I custodi hanno valutato il piano negativamente, oggi la Procura ne ha acquisito il parere negativo e lo ha trasmesso al Gip.

 

Perché la Procura, invece di decidere, lo ha trasmesso al Gip?

 

Perché l’ordinanza di sequestro è firmata dal Gip. L’Ilva, chiedendo una parziale possibilità produttiva, domanda anche una modifica dell’ordinanza di sequestro di luglio del Gip, che non prevede la facoltà d’uso. Secondo la Procura dunque è bene che in ultima istanza sia il Gip a pronunciarsi. Quest’ultimo potrebbe anche emettere un parere favorevole all’Ilva, ma ciò mi sembra molto difficile, anzi direi impossibile. Era stato infatti il Gip a ordinare il sequestro, e i custodi hanno detto no al piano dell’Ilva.

 

(Pietro Vernizzi)

© Riproduzione Riservata.