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ILVA TARANTO/ L’inviato: così si va verso la chiusura

I custodi giudiziari dell’Ilva hanno espresso parere negativo sul piano di risanamento presentato dalla proprietà. Ora la decisione finale passa al Gip, come spiega DOMENICO PALMIOTTI

Il vertice Ilva con i ministri Corrado Passera e Corrado Clini (InfoPhoto) Il vertice Ilva con i ministri Corrado Passera e Corrado Clini (InfoPhoto)

I custodi giudiziari dell’Ilva hanno espresso parere negativo sul piano di risanamento presentato dalla proprietà dell’azienda. Ora la decisione finale passa al Gip, che era stato il primo a chiedere il sequestro degli impianti. Il ministro per l’Ambiente, Corrado Clini, intanto è intervenuto nella vicenda sottolineando che “l’autorizzazione che consente all'Ilva l'esercizio degli impianti compete al ministero dell'Ambiente. E' assolutamente chiaro che rilasciare l'Autorizzazione spetta al ministero e non all'autorità giudiziaria”. Ilsussidiario.net ha intervistato Domenico Palmiotti, capo della redazione di Taranto della Gazzetta del Mezzogiorno.

Com’è il clima che si respira all’Ilva di Taranto?

Il clima è molto teso e difficile, perché la vicenda Ilva sta arrivando a una stretta decisiva. Questa vicenda è incominciata due mesi fa, quando il Gip Patrizia Todisco ha firmato un’ordinanza di sequestro senza facoltà d’uso per l’azienda. La magistratura nel corso degli ultimi due o tre anni ha condotto un’inchiesta molto corposa e approfondita, che ha messo in evidenza come l’Ilva inquini pesantemente. Questo inquinamento produce eventi di malattia e di morte, ci sono anche numeri molto impressionanti in una perizia che dei tecnici hanno consegnato al giudice per le indagini preliminari. Quindi c’è stato il sequestro senza facoltà d’uso e otto persone dei vertici societari aziendali dell’Ilva sono finiti agli arresti domiciliari.

Per gli operai avrebbe voluto dire il licenziamento …

A fine luglio infatti ci sono state delle proteste, con migliaia di lavoratori che sono scesi in strada a Taranto chiedendo che comunque fosse consentita una doppia operazione, cioè il risanamento ambientale della fabbrica e la tutela dei posti di lavoro. Da qui si è avviato tutto un percorso che ha visto e vede l’impegno del governo e delle istituzioni locali per cercare di mettere in equilibrio le due necessità, cioè la tutela del lavoro e quella della salute, l’ambientalizzazione della fabbrica e la salvaguardia della situazione ambientale della città. Già a luglio la Procura aveva dichiarato che avrebbe vagliato un eventuale piano dell’Ilva, che fosse andato nella direzione che lei auspicava. A essere richiesto era il rispetto di prescrizioni che i magistrati stessi avevano indicato.

In che cosa consistevano queste prescrizioni?