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CEI/ La prolusione di Bagnasco in apertura dei lavori del Consiglio permanente. Il testo integrale

Pubblicazione:lunedì 24 settembre 2012

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In realtà, la famiglia ha un ruolo chiave del tutto evidente, e riversa centuplicato sull’intera società il suo benessere complessivo. Ancor più nell’attuale congiuntura, si rivela come fondamento affidabile della coesione sociale, baluardo di resistenza rispetto alle tendenze disgregatrici, vincolo di coesione tra generazioni, non certo “grumo” di relazioni come taluno vorrebbe definirla per liquidarla. Anche per questo essa merita di essere rispettata e considerata molto di più sul piano culturale e mediatico, e quindi sostenuta concretamente con provvedimenti sul fronte politico ed economico. Se la famiglia fonda la società, la presidia e ne garantisce il futuro – com’è del tutto evidente – la società a sua volta ha l’obbligo e la convenienza di presidiare in maniera privilegiata la famiglia, riconoscendone pubblicamente il valore unico e ponendo in essere le misure necessarie e urgenti, affinché non sia umiliata e non deperisca. Un impegno, questo, sacrosanto e insieme laicissimo, come lo sono gli altri impegni che scaturiscono da principi irrinunciabili, e per questo non in discussione. Oggi c’è una gran voglia di introdurre nuovi “diritti”, legati a sensibilità emergenti. Per questo occorre un acuto discernimento, da esercitare negli ambiti nei quali si affermano «gli interessi più vitali e delicati della persona, lì dove hanno luogo le scelte fondamentali inerenti il senso della vita e la ricerca della felicità. Tali ambiti non sono separati ma profondamente collegati, sussistendo un evidente continuum costituito dal rispetto della dignità trascendente della persona umana, radicata nel suo essere immagine del Creatore e fine ultimo di ogni giustizia sociale autenticamente umana» (Benedetto XVI, ib). Legittimo chiedersi: perché si vorrebbero “non negoziabili” proprio questi, mentre quelli che rappresentano il portato dell’esperienza e la riserva del diritto, si dovrebbero liquidare  e mercanteggiare? Il fatto che alcuni di essi siano iscritti nel Vangelo, non diminuisce la legittimità civile e lo spessore di laicità di chi vi si riconosce. Un domani la storia darà conto di questa proposta ad oltranza che la Chiesa va facendo della famiglia naturale: non certo per suoi interessi, ma per quelli della comunità civile. La stessa comunità che oggi attende il varo definitivo, da parte del Senato, del provvedimento relativo al fine vita (le Dat).

 


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