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CEI/ La prolusione di Bagnasco in apertura dei lavori del Consiglio permanente. Il testo integrale

Pubblicazione:lunedì 24 settembre 2012

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Rimane un ultimo passo da compiere, se non si vuole che un’altra legislatura si chiuda con un nulla di fatto, nonostante un grande e proficuo lavoro svolto a difesa della vita umana nella sua inderogabile dignità:  com’è noto, si esclude ogni accanimento, ma anche ogni forma, palese o larvata, di eutanasia, e si promuove quel “prendersi cura” che va ben oltre il doveroso “curare”. Sulla salvaguardia della dignità degli embrioni, come dei migranti che avventurosamente varcano il mare alla ricerca di una vita migliore, la Chiesa è vigile ed è impegnata, ricordando a tutti il monito: che ne è di tuo fratello (cfr Gn4,9)? Affrontare in senso umanitario il fenomeno delle carrette del mare è un obbligo di civiltà, a cui concorrono l’operosità delle Diocesi e della Caritas, anche se ulteriori soluzioni recettive dovranno essere presto assunte, a fronte di nuove disposizioni. 

Venerati Padri, so di aver trascurato temi vitali, soprattutto sul fronte internazionale. Il coraggioso e importantissimo viaggio apostolico in Libano di Benedetto XVI ha rappresentato una concreta finestra di speranza in uno scacchiere decisivo del mondo. Con i suoi messaggi sul fronte della pace, del rispetto delle religioni, dell’anti-fondamentalismo bisogna che tutti facciano seriamente i conti. Da parte mia, mi appello alla consueta, generosa integrazione che può venire ora dal nostro confronto. Vi ringrazio per l’attenzione e la passione con cui partecipate al nostro lavoro, sul quale invochiamo l’assistenza di Maria Regina, nostra Madre, e il patrocinio dei Santi nostri protettori.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



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