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CEI/ La prolusione di Bagnasco in apertura dei lavori del Consiglio permanente. Il testo integrale

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La Chiesa non è moribonda – come a volte si vorrebbe e viene rappresentata – lacerata da divisioni, soffocata da contro-testimonianze, in condizioni di mera sopravvivenza. La Chiesa è unita e – seppur sotto sforzo – vuole affrontare le traversie del tempo con umiltà, vigore e lungimiranza. Se nessuno ha interesse a nascondere la verità, non si può tacere che la Chiesa è rimasta forse l’unica a lottare per i diritti veri dei bambini, come degli anziani e degli ammalati, della famiglia, mentre la cultura dominante vorrebbe isolare e sterilizzare ciò che di umano resta nella nostra civiltà. Nella Chiesa avviene qualcosa di straordinario: uomini limitati e miseri possono riscattarsi e compiere opere immense. Questa è la ragione ultima dell’impossibile irrilevanza della Chiesa, e del cristianesimo che lei nutre.

In queste settimane le nostre comunità sono concentrate nel far ripartire la pastorale ordinaria dopo il lavoro che sempre di più riempie l’estate delle parrocchie. Lavoro ordinario, ma non generico o standardizzato. Quest’anno poi, nello svolgimento delle loro attività, le parrocchie avranno l’orecchio rivolto verso il Sinodo mondiale dei Vescovi dedicato al tema cruciale della «Nuova Evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana». Forse mai come questa volta, il Sinodo parlerà proprio di noi, delle nostre condizioni pastorali, delle nostre angustie, delle nostre speranze. L’Anno della Fede poi darà profondità all’analisi che verrà condotta nel Sinodo, e procurerà una prima eco ai temi svolti e alle proposte che vi scaturiranno. Il 50° del Concilio Vaticano II sarà una suggestione ulteriore e oltremodo benefica per ricalibrare le nostre proposte pastorali, confrontandole con documenti che restano insuperati, in particolare nella loro taratura comunionale e missionaria. «Potremmo dire – osservava la settimana scorsa il Papa – che la nuova evangelizzazione è iniziata proprio con il Concilio» (Discorso ai giovani Vescovi, 20 settembre 2012). Insomma, quello che si avvia è un anno pastorale benedetto da circostanze realmente speciali, che non possono non rinnovare la generosità apostolica di tutti. Moltissimo del materiale scaturito dall’ultima Assemblea generale della CEI, a cominciare dall’attenzione all’iniziazione cristiana e alla formazione degli adulti, può trovare nelle parrocchie terreno propizio di risonanza e di rinnovate esperienze.