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Cronaca

ANGELA CELENTANO/ Forse un hacker dietro le mail inviate dal Messico

La svolta avvenuta nel caso di Angela Celentano, scomparsa il 10 agosto 1996 all’età di tre anni durante una gita con i genitori sul Monte Faito potrebbe essere l'ennesimo buco nell'acqua

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La recente svolta legata al caso di Angela Celentano, scomparsa il 10 agosto 1996 all’età di tre anni durante una gita con i genitori sul Monte Faito, in provincia di Napoli, potrebbe rivelarsi l’ennesimo buco nell’acqua. Tantissime le segnalazioni giunte in questi anni, purtroppo rivelatesi tutte inconcludenti, eppure una nuova pista sembrava essersi aperta. A raccontarlo, durante la trasmissione “I fatti vostri”, erano stati proprio i genitori, Maria e Catello Celentano, mostrando la corrispondenza intrattenuta per due anni con una giovane, di nome Celeste, che vive in Messico e che dice di essersi riconosciuta nelle foto della piccola Angela. La ragazza ha poi interrotto i rapporti epistolari con la famiglia Celentano dopo che la polizia italiana ha deciso di avviare delle indagini in Messico per rintracciarla. "Ho visto le foto molte volte – ha scritto questa persona nella mail - e mi fanno sempre piangere, piangere, piangere perché so che quella della foto sono io e non vi posso dire il mio vero nome. Ma sono in Messico e sono felice dove sto. Non preoccupatevi per me e non potrei tornare con voi perché non potrei separarmi da questa famiglia con la quale sto da 12 anni e quasi non ho più ricordi di voi fino a che ho visto le foto. Ma credetemi, amo anche voi. Sono felice, non mi cercate più". I Celentano hanno anche ricevuto una fotografia della ragazza che presenta “molti punti di contatto” con quella di Angela: “Se non è la pista più probabile, visto che é stata la prima dove lei ci ha cercato, è la più verosimile", hanno detto. Il mittente della mail dice anche di essere "figlia adottiva di mia madre, Cristiana una donna sensibilissima". "Lei - continua il testo - mi racconta la storia di quando aveva preso una donna per aiutarla nei lavori domestici, questa portava con sé una bimba di 4-5 anni e ogni sera tornava a casa con lei, ma una sera mia madre tornò dal lavoro e non trovò questa signora che, però, aveva lasciato me. Quando mia madre si rese conto che la donna che aveva un nome falso non sarebbe più tornata, non andò dalle autorità, i bimbi abbandonati li portano in un asilo governativo dove non sono trattati bene e decise di tenermi con sé. Mi ha sempre trattato come una figlia ma, ad oggi, non sappiamo chi io sia veramente. Per il momento mi chiamo Celeste".