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ORA DI RELIGIONE/ Da Profumo una proposta "nichilista" che fa male a tutti

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Grazie ad essa si riaprono tre partite fondamentali tipiche del cristianesimo, e direi particolarmente del cattolicesimo: primo, esso è una religione della ragione e del logos, non della cieca obbedienza ad un destino impersonale o dell’emozione di un sentimento puramente interiore. Secondo, è l’esperienza in cui viene esaltata l’idea della coscienza individuale e, quindi, della libertà e della dignità dell’uomo come “persona”. Terzo, nel cristianesimo è possibile esercitare quella critica all’idolatria, che mette in questione tutte le ideologie totalizzanti e il loro progetto riduttivo (e spesso distruttivo) della vita degli uomini. E aggiungere un quarto punto: nell’esperienza cristiana, che in questo è la grande erede dell’ebraismo, è nata la concezione della “storia” come l’avventura degli uomini che di epoca in epoca sono stati portati avanti dal riconoscere e dal perseguire un significato, un “senso”. Solo grazie a questo significato ideale il tempo può diventare lo spazio della costruttività personale e della possibile condivisione dei bisogni nella società. L’alternativa è ritornare al cieco fato pre-cristiano (o post-cristiano) in cui l’unico “senso”, l’unica “direzione” della vita degli uomini è quella della morte, e in vita quello della continua lotta per la sopravvivenza, come tra i lupi. Per tutti questi punti, ritengo che valga la pena dedicare un’ora all’insegnamento della religione cattolica.

Come valuta, invece, l’idea espressa da Profumo che un programma scolastico “si debba adeguare” ai tempi?

Penso che oggi, “adeguarsi ai tempi” significhi comprendere i veri motivi per cui siamo al mondo, cercando di capire e prima ancora di conoscere la nostra storia e la nostra tradizione, ormai oggetti ignoti, come degli “Ufo”. Solo dopo aver davvero compreso questo, e solo grazie a questo sarà possibile aprirsi veramente e accogliere effettivamente gli altri. Non per dovere sociale ma per un bisogno. “Noi” abbiamo bisogno di “loro”, per essere noi stessi. L’incomprensione di sé o il rifiuto della propria storia porta ad un assoluto relativismo antropologico-religioso che produrrebbe un’ideologia nichilista, dove non c’è un senso condivisibile per cui vale la pena vivere e stare insieme: così, accontentandosi di un corretto e generico “diamo spazio a tutti” si ammetterebbe in fondo l’insensatezza di ognuno. Uno dei punti più interessanti del cristianesimo è quello di spingere tutti a chiedersi le ragioni ultime della propria esperienza. Questo spiega il motivo per cui le scuole cattoliche, in tutto il mondo, sono tra le più ambìte e frequentate: perché offrono un’educazione e un’esperienza religiosa e storica che portano alla razionalità e alla coscienza individuale e alla critica.

Profumo afferma ancora: “sarebbe meglio adattare l’ora di religione trasformandola in un corso di storia delle religioni o di etica”. Può spiegare i presupposti impliciti in questa affermazione? 


COMMENTI
27/09/2012 - c'è solo un testo (andrea sperelli)

Parecchi lustri fa ho frequentato il liceo. Per 4 anni ho avuto un professore appassionante. Per 1 no. Il problema è il contenuto e chi lo propone. L'art. 2 dell'IRC recita: «Con riguardo al particolare momento di vita degli studenti e in vista del loro inserimento nel mondo del lavoro e civile, l'IRC offre contenuti e strumenti specifici per una lettura della realtà storico-culturale in cui essi vivono; viene incontro ad esigenze di verità e di ricerca del senso della vita, contribuisce alla formazione della coscienza morale e offre elementi per scelte consapevoli e responsabili di fronte al problema religioso». Che io sappia c'è solo un testo adeguato nella letteratura moderna, ed è "il senso religioso" di Luigi Giussani.

 
25/09/2012 - Fesseria o incubo? (Claudio Franchi)

Le dichiarazioni del ministro Profumo sono un esempio di incompetenza e dilettantismo a dir poco deprimente: il prof. Esposito ha già impietosamente evidenziato la loro totale astrattezza, per cui resta solo da sperare che si sia trattato di stupidaggini proferite senza pensarci troppo, oppure per cercare un facile consenso all'insegna del "politically correct"; viceversa, se esprimessero realmente l'orizzonte ideale di questo governo di "illuminati" tecnocrati, ci sarebbe veramente da rabbrividire per le speranze di rinascita culturale (e umana!) della scuola e del Paese...