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ILVA/ No al piano di risanamento, la decisione del gip. La protesta degli operai

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Il gip di Taranto, Patrizia Todisco, ha emesso il parere ufficiale sull'azienda Ilva di Taranto, al centro del dibattito da quando lo stesso gip ha sentenziato che la fabbrica pugliese è dannosa alla salute di chi ci lavora e dei cittadini che vivono nelle vicinanze. La sentenza è quella che tutti temevano, soprattutto gli operai: è un no deciso al pianto di risanamento progettato dall'attuale dirigenza con la conseguenza che viene fermata l'attività produttiva. Ovviamente è già scoppiata la rabbia degli operai, sul piede di guerra da gironi con anche iniziative clamorose. Alcuni di loro infatti si trovano sulla passerella dell'altoforno cinque, il più alto d'Europa, a sessanta metri di altezza dove hanno passato la notte in condizioni di serio pericolo. Non è che l'inizio però di una situazione che si prospetta sempre più problematica. Intanto il sindacato dei custodi dell'Ilva ha chiesto di chiudere l'altoforno 5 e le batterie 5 e 6. Si va verso il fermo attività. Il gip ha dunque detto no anche a una produzione ridotta al minimo: un piano da 400 milioni di euro che era stato presentato da Bruno Ferrante. Nelle motivazioni del gip si legge che "con amarezza" si è venuto a sapere che il piano di risanamento proposto era lo stesso dei piani di intesa del 2003-04 che a questo punto appare evidente non siano stati rispettati. Gli operai stessi sono divisi sul futuro dell'azienda: c'è chi vorrebbe continuare la produzione, c'è chi lamenta di avere parenti colpiti da tumore a causa dell'azienda stessa. Seicento lavoratori da stamattina si sono messi a presidio dell'ingresso della direzione dello  stabilimento. Ieri pomeriggio invece dieci operati erano saliti sulla torre del nastro trasportatore dell'altoforno, seguiti stamattina da altri otto che sono sultani sulla sommità del camino E312. Qui hanno issato diversi striscioni di protesta. Non si conoscono le loro intenzioni, se cioè vogliono dar vita a una protesta continua. Gli operai hanno consegnato un messaggio a un sindacalista in cui è chiesto che i posti di lavoro siano slavaguardati. 


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