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ORA DI RELIGIONE/ Gli errori (e un pregio) della "riforma" Profumo

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Detto ciò, per rispondere al ministro, è giusta l’esigenza di allargare il ventaglio dell’offerta a coloro che non desiderano usufruire dell’ora di religione cattolica. Il nodo è: con che cosa? Con l’ora di etica? Più facile a dirsi che a farsi. Quali saranno i contenuti e come dovranno essere impostati i futuri manuali di etica, con quali criteri in un tempo in cui il post-modernismo ha travolto il modello classico di eticità, compreso quello laico di derivazione kantiana?

L’altra opzione è “storia delle religioni”. Interessante, certamente, ma appropriata solo per quegli studenti che, oltre alla curiosità, manifestano un’appartenenza religiosa tenue o addirittura assente. Dubito, infatti, che uno studente musulmano sia interessato a Storia delle religioni anche se in ciò non v’è, evidentemente, nulla di male. Al pari dell’opzione cattolica dovrebbe aprirsi per lui la possibilità di ricevere un insegnamento del Corano e dell’Islam. Anche qui, però, come affermavo in un precedente intervento su IlSussidiario.net allorché il viceministro del governo Berlusconi, Adolfo Urso, aveva proposto di istituire l’ora di religione islamica facoltativa, i problemi non mancano.

L’Islam è notoriamente diviso tra sunniti e sciiti mentre le scuole fondamentali di giurisprudenza sono quattro. Chi deciderà la forma corretta dell’Islam e chi formerà i futuri insegnanti? Per questo non è affatto detto che le autorità islamiche, in Italia, desiderino l’insegnamento della loro religione nella scuola statale. Certo la complessità della materia non può costituire un’obiezione al fatto che, a misura che il problema cresce in relazione alla percentuale degli studenti immigrati o figli di immigrati, si debbano trovare soluzioni. Quello  che si vuol dire è che il tema sollevato dal ministro richiede opportuni approfondimenti, innanzitutto mediante un confronto con le parti interessate, e non può essere certo  risolto affossando quel minimo di libertà di scelta che sussiste nella scuola italiana.

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COMMENTI
26/09/2012 - D'ACCORDO! (Gianni MEREGHETTI)

Sono totalmente d'accordo, e non capisco come un ministro possa permettersi di entrare a piedi uniti su una questione tanto delicata e che avrebbe bisogno di una riflessione seria e non di qualche slogan pubblicitario. Etica e storia delle religioni sono proposte vecchie e superate, l'ora di religione cattolica è e rimane dentro la scuola un fatto nuovo e originale, è l'unico spazio di vera libertà, lo spazio che uno studente può prendersi per approfondire ciò che gli interessa. E' questo che bisogna rafforzare, che vi sia uno spazio di libertà. Altri vogliono verificare altre ipotesi? Lo facciano! Facciano delle proposte e le pongano dentro la scuola, non sarebbe che un arricchimento! E sarebbe anche l'occasione di prendere sul serio l'ipotesi di fare in Italia come si fa oggi in Germania, dove l'ora di religione è valutata come le altre materie e concorre alla valutazione finale dello studente, oltre il fatto che religione può essere materia d'esame. Perché non cominciare a considerare questa prospettiva? Quindi sì cambiare, ma in meglio e nella direzione della libertà. Ma un governo tecnico non è in grado di fare questi cambiamenti, non lo può!