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SPARATORIA A NAPOLI/ Come si combatte la baby criminalità? Insegnando ad essere persone

Strade di Napoli, foto InfoPhoto Strade di Napoli, foto InfoPhoto

Certo, però noi abbiamo contatti con tutti i ceti sociali e il più delle volte, stando che è chiaro che vivere in un ambiente malfamato comporta rischi maggiori, non è giusta la proporzione famiglia in un certo modo e figli in un altro.

 

No certamente. Intendevo se secondo lei oggi le famiglie non sono in grado di trasmettere ai figli i valori di responsabilità, di rispetto della vita.
 

E' difficile oggi trasmetterli. Ci troviamo in una epoca dove i ragazzi non accettano il no da parte degli adulti. Sono tutti concentrati sull'apparenza e non sulla sostanza. Le racconto un episodio, per quanto possa essere banale.

 

Ci dica.

 

Qualche giorno fa mi sono recato a prendere mio figlio a scuola:  non riuscivo a riconoscerlo. Perché hanno tutti lo stesso taglio di capelli, hanno tutti lo stesso modo di vestirsi, tutto sembrava un cliché buono per tutti. Questo fatto mi ha colpito ed è emblematico. Questi ragazzi di oggi non hanno personalità e noi operatori sociali contiamo proprio sul responsabilizzare il carattere, dare loro un carattere forte che li renda in grado di scegliere e non di attaccarsi al carro che va di moda in quel momento.

 

Ci racconti come si svolge la vostra attività con i ragazzi.

 

La nostra è una delle scuole tra le più affermate in campo internazionale per quanto riguarda il kickboxing. Il nostro modo di affrontare i ragazzi non riconosce quale sia la provenienza sociale: nel momento in cui si entra in palestra ci si spoglia di tutte le ricchezze e di tutte le povertà e si diventa una cosa sola, condizione essenziale che viene spiegata e viene fatta assimilare.

 

Che risultati avete con i giovani?

 

Non riusciamo al cento per cento se no saremmo dei maghi ma diciamo che l'80%  e anche più dei ragazzi riesce  in questa metamorfosi che cerchiamo di dare loro. Ci teniamo naturalmente che vadano a scuola. Abbiano stimoli e obbiettivi per tutti, poi ognuno è diverso naturalmente.

 

Avete un tipo di relazione con loro anche al di fuori dell'attività sportiva?

 

Sì certo, questo viene in automatico viaggiando per le gare sia in Italia che all'estero per cui per forza di cose ci sono momenti di convivenza come la pizzeria, il cinema, le gite, i campi estivi. Proprio per far sì che ci sia un amalgama fra noi e loro e tra di loro.