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TERREMOTO L'AQUILA/ Arrestato imprenditore dalla Gdf: "truffa sui lavori di ricostruzione"

L'uomo aveva più affidamenti di chiunque altro. Era secondo per numero soltanto a due grosse società di capitale dell'edilizia. L'accusa è di indebita percezione di fondi pubblici.

(Infophoto) (Infophoto)

Nell'ambito delle operazioni di ricostruzione in seguito del terremoto all'Aquila, è stata scoperta una truffa ai danni dello stato dopo un anno e mezzo di indagini delle Fiamme Gialle. Un piccolo imprenditore del capoluogo abruzzese era riuscito ad accaparrarsi affidamenti per oltre 160 cantieri, tanto da essere secondo in numero soltanto a un paio di grosse società di capitali dell’edilizia. L’accusa nei confronti dell’uomo, che risulta iscritto alla Camera di commercio come ''piccolo imprenditore'', è di truffa aggravata ai danni dello stato e di reati di falso. L’imprenditore è stato tratto agli arresti dai finanzieri del Nucleo di Polizia tributaria de L'Aquila, in esecuzione dell'ordinanza emessa dal gip Giuseppe Romano Gargarella. Contestualmente, sono stati operati sequestri di denaro ed altri beni per un totale complessivo di 700 mila euro. L'indagine, diretta dal pm Antonietta Picardi, ha svelato gravi e reiterati casi di indebite percezione di fondi pubblici per opere di ricostruzione in condomini e ville del capoluogo abruzzese. Oltre all' imprenditore, sono indagati anche diversi tecnici, sospettati di aver asseverato lavori mai eseguiti o eseguiti in forma diversa da quella dichiarata. Tra amministratori di condominio e proprietari di abitazioni, che hanno beneficiato degli aiuti di stato, le indagini vedono coinvolte una quarantina di persone.

Sono oltre 70 le pratiche di ricostruzione esaminate dai finanzieri: 2 riguardano immobili classificati ''A'', 66 immobili classificati ''B'' e 5 con classifica ''C''. Le Fiamme gialle, che hanno rilevato per 58 di esse irregolarità e incongruenze, a volte notevoli, reiterate con evidenti caratteri di sistematicità, hanno scoperto situazioni come: rendicontazioni di ponteggi mai stati montati o montati altrove, l’attestazione di “stati di avanzamento lavori” eseguiti dove i lavori non erano nemmeno iniziati, false fatturazioni e certificazioni totale di rifacimento tetti, a fronte invece di limitati lavori di sistemazione. Ci sarebbero anche sospette rendicontazioni riferite a totale rifacimento di pavimentazioni a seguito di demolizioni dei medesimi. Lo stetto che avveniva anche per gli intonachi.