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DELITTO DI COGNE/ Annamaria Franzoni, rivedere i figli è tradire la pena?

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Anna Maria deve scontare in carcere 16 anni, con i vari sconti stabiliti, perché la pena iniziale era di trenta, una vita intera. Di questi 16, almeno la metà devono passare senza permessi di alcun tipo. Senza poter fare merenda nel tinello di casa coi suoi ragazzi, aiutarli a fare i compiti, dovranno passare ancora 4 anni almeno. Davide, che ne ha 17, sarà un uomo, forse vivrà lontano. Gioele sarà adolescente, e chissà se vorrà ancora passarci del tempo, con la madre. Può darsi che Anna Maria sia una Medea inquietante e di cui avere paura. Che i suoi figli non debbano vederla mai più, per non convivere con l’orrore. (Bisognerebbe chiederlo a loro, ne hanno diritto) E se lei invece fosse cambiata, o davvero non ricordasse più nulla, se non di essere divisa per sempre da chi ama? La giustizia non ha i modi per controllare, per accompagnare tra le mura domestiche una donna che vuol stare un po’ di tempo coi figli?

Ci si chiede che giustizia è quella che non permette una riabilitazione, una svolta, un cambiamento, E se questo può avvenire a comando, dopo tot anni e giorni, o non può essere prima. Certo, ci sono le regole. Ma ogni uomo è a sé, e le regole non possono essere sempre e solo vincoli per soffocarne il cuore. E’ facile cedere alla compassione, e facile farne occasione di inganno, di eccezioni che potrebbero diventare esempi destabilizzanti. Non siamo giudici o psicanalisti, che certo hanno potuto studiare e darsi ragione del caso Franzoni. Ma vorremmo che ai “no” decisi, per ottemperare alle regole qualche giudice si fermasse pensoso a chiedersi se è proprio giusto, se la vita non dev’essere fatta di eccezioni, perché ogni uomo è a sé, o se è proprio così, come pensano tutti. Con quello che ha fatto, buttiamo la chiave, dimentichiamola. O ritiriamola fuori quando tutti, compresi i suoi figli, l’avranno dimenticata. Chi può aver ancora voglia di vivere, di costruire qualcosa, di sperare, se il carcere dev’essere non un ‘occasione, ma una tomba?



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COMMENTI
06/09/2012 - Augurio (claudia mazzola)

Spero per Annamaria Franzoni i permessi che la riportino accanto ai suoi figli. Penso: se facessi io una cosa così terribile in un tragico e malefico momento, vorrei uno sguardo su di me di Misericordia e pace.