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Cronaca

IL CASO/ Un uomo sul silo dell'Alcoa vale meno dello spread?

Lavoratori Alcoa protestano davanti alla sede del Ministero dello Sviluppo economico (InfoPhoto)Lavoratori Alcoa protestano davanti alla sede del Ministero dello Sviluppo economico (InfoPhoto)

In tutta questa lunga crisi, la stessa che dura dal 2008 dopo l'esplosione della “bolla” dei subprime, abbiamo visto uomini d'affari, grandi manager, riservati banchieri muoversi con velocità e disinvoltura per salvaguardare il cosiddetto sistema finanziario internazionale e i bilanci delle banche e della grandi finanziarie. Senza neppure riconoscere i loro errori e magari tentare qualche piccola riforma. C'è chi si ricorda la settimana in cui fallì Lehman Brothers, quando alcuni uomini spiegarono ai rappresentanti del governo americano che “per salvare questo mondo ci occorrono, domani mattina, questo numero di miliardi di dollari”. Nella concomitante e immediatamente successiva crisi dei debiti sovrani, abbiamo visto governanti scrupolosamente attenti ai valori dello spread, pronti a intervenire con tassazioni selvagge i cittadini per mettere a posto i bilanci dello stato.

In più, le banche europee e italiane in crisi si sono potute tranquillamente finanziarie all'1% alla Banca centrale europea.

Probabilmente sono state tutte iniziative necessarie e utili, per carità, ma è azzardato affermare che c'è una sproporzione tra la voglia di salvataggio del sistema finanziario e quella della difesa dei posti di lavoro e della vita delle imprese?

Nessuno vuole rispolverare antiche ideologie di un passato anche terrificante, ma bisognerebbe almeno ricordare che “l'economia è nata perché serve agli uomini”. Un'economia che si preoccupa più della finanza e dei grandi scenari macroeconomici, piuttosto che della difesa dei posti di lavoro e degli uomini che lavorano, non è un'economia sana, ma un sistema drogato e malato, che si dimentica della persona, e anche delle singole persone. Ecco perché quei tre “poveri Cristi”, che stanno sul serbatoio della loro fabbrica per difendere il loro posto di lavoro e una vita dignitosa per la loro famiglia, meritano, a nostro parere, più rispetto e più attenzione che l'ossessione per il deficit, per lo stock del debito, per lo spread e per l'avanzo primario.

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COMMENTI
07/09/2012 - Il Popolo soffre.... (Mariano Belli)

Ma deve salire uno su un serbatoio perché voi vi accorgiate del dramma del nostro tempo? Dove siete stati fino adesso? A tessere le lodi di Monti e delle banche che lo e ci governano? E tutti quelli, giovani o anziani, che soffrono nel silenzio delle loro case? Devono andare in tv per farsi conoscere? Il capitalismo sta per crollare sotto il peso delle sue contraddizioni, non può sopravvivere una società dove non c'è lavoro per tutti, dove pochi hanno troppo e molti nulla... un politico lungimirante e davvero cristiano (non certo Monti) dovrebbe pensare al benessere di tutti, cioè del popolo, come i politici dell'America Latina, Chavez in testa, che faranno presto scuola anche da noi...