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IL CASO/ Un uomo sul silo dell'Alcoa vale meno dello spread?

Pubblicazione:venerdì 7 settembre 2012

Lavoratori Alcoa protestano davanti alla sede del Ministero dello Sviluppo economico (InfoPhoto) Lavoratori Alcoa protestano davanti alla sede del Ministero dello Sviluppo economico (InfoPhoto)

Il ministro del Welfare, la signora Elsa Fornero, non ha certo responsabilità sul drammatico caso dell'Alcoa, ma potrebbe almeno risparmiarsi dichiarazioni che sembrano l'improbabile quadratura del cerchio. Fornero, si è detta “vicina a questi lavoratori che rischiano di perdere il lavoro”, salvo poi aggiungere: “sarebbe sbagliato dire che noi garantiremo il vostro posto di lavoro”. E poi ha precisato: “questo è un tema molto delicato ma la difesa dei singoli posti di lavoro, anche quando non erano più economicamente attivi ha portato in passato a gravi sprechi di risorse”. Il rigore innanzitutto, dunque. Ma il ministro non si è risparmiata un indiretto attacco alle vecchie partecipazioni statali, quelle che avranno pur provocato danni, ma hanno anche svolto una funzione da autentici ammortizzatori sociali in alcuni periodi della storia italiana. E alla fine sono state liquidate con una raffica di privatizzazioni negli anni Novanta che ancora gridano vendetta.

Ma come si fa a stare insieme a dei lavoratori, tre dei quali stanno attuando una protesta disperata, isolati a settanta metri d'altezza sul silos della loro fabbrica che sta chiudendo i battenti, e nello stesso tempo ricordare che non si può garantire il loro lavoro? Forse sarebbe stato meglio e più comprensibile il silenzio. E, anche nel silenzio, allo stesso tempo, sarebbe utile la messa in atto immediata, nel caso l'affare Alcoa dovesse finire male, di iniziative di carattere sociale, di sostegno reale per altri disoccupati. E' mai possibile che la Cassa depositi e prestiti serva a tutto tranne che a iniziative di sostegno per l'occupazione, per il ricollocamento di lavoratori senza più un'occupazione?

La multinazionale americana che è proprietaria di Alcoa ha deciso di chiudere l'impianto di produzione dell'alluminio a Portovesne, in Sardegna, una zona della provincia di Carbonia-Iglesias, dove non è certo semplice trovare un posto di lavoro. Con la chiusura di Alcoa aumenta il plotone dei senza lavoro in Italia, non favorisce di certo il pil e tanto meno la prima, o seconda, fase della cosiddetta crescita, quella immaginaria che ogni tanto viene evocata.

Si dice, quasi con un filo di voce, che ci sono alcuni possibili acquirenti di Alcoa. Adesso si affaccia anche la svizzera Klesh che ha sede a Ginevra. Questa notizia è stata commentata con una certa durezza dal Governatore della Sardegna, Ugo Cappellacci. “Evidentemente non è impossibile trovare interlocutori interessati all'acquisto”, ha detto. Aggiungendo poi: “poiché risulta che questo interesse, reso noto solo adesso da fonti vicine all'esecutivo, in realtà risale all'8 giugno, viene da chiedersi chi avesse la lettera inviata dalla Klesh e chi si sia assunto la responsabilità di tenerla in cassaforte”.

Non conosciamo questi retroscena e quindi non azzardiamo nessun commento su questo accavallarsi di date. Ma c'è un altro fatto che viene in mente di fronte a questa drammatica protesta di tre uomini che sono diventati il “simbolo” della difesa del posto di lavoro nella  fabbrica che è “anche loro”, come dicevano i vecchi socialisti riformisti di fine Ottocento, quando spiegavano agli operai che la fabbrica è anche “loro”, perché ci passano la maggior parte della giornata e della vita.


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COMMENTI
07/09/2012 - Il Popolo soffre.... (Mariano Belli)

Ma deve salire uno su un serbatoio perché voi vi accorgiate del dramma del nostro tempo? Dove siete stati fino adesso? A tessere le lodi di Monti e delle banche che lo e ci governano? E tutti quelli, giovani o anziani, che soffrono nel silenzio delle loro case? Devono andare in tv per farsi conoscere? Il capitalismo sta per crollare sotto il peso delle sue contraddizioni, non può sopravvivere una società dove non c'è lavoro per tutti, dove pochi hanno troppo e molti nulla... un politico lungimirante e davvero cristiano (non certo Monti) dovrebbe pensare al benessere di tutti, cioè del popolo, come i politici dell'America Latina, Chavez in testa, che faranno presto scuola anche da noi...