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SANTO DEL GIORNO/ Oggi, 7 settembre, si celebra il beato Guido da Arezzo

Pubblicazione:venerdì 7 settembre 2012 - Ultimo aggiornamento:venerdì 7 settembre 2012, 10.16

Tutti i santi Tutti i santi

Il 7 settembre la Chiesa Cattolica ricorda il beato Guido da Arezzo. Il luogo e la data della sua nascita sono incerti, ma si presume che sia nato intorno al 991 ad Arezzo, anche se versioni contrastanti indicano come città natale anche Ferrara, Talla e Pomposa. Guido fu un monaco benedettino e insegnò nell'Abbazia di Pomposa, vicino a Ferrara, tanto che è conosciuto anche come Guido di Pomposa. In questa abbazia notò per la prima volta che i monaci suoi confratelli avevano molte difficoltà a imparare e memorizzare i canti gregoriani e per questo ideò uno stile d'insegnamento del tutto nuovo. Sempre per questo motivo Guido è considerato il padre della moderna notazione musicale. Egli adottò per la prima volta il tetragramma, poi modernamente sostituito dal pentagramma, ed è considerato colui che inventò le odierne note musicali. Questo nuovo metodo lo rese molto popolare in tutta l'Italia settentrionale. Fu a causa di questo e dell'invidia che si sviluppò tra i monaci che Guido dovette trasferirsi da Pomposa ad Arezzo. La cittadina non possedeva un'abbazia come quella di Pomposa ma ospitava una importante scuola di canto dove Guido, sistematosi sotto la protezione del vescovo, andò ad insegnare. Fu così che dal 1025 divenne insegnante di musica ad Arezzo e poté mettere a punto il nuovo sistema delle note musicali che è giunto praticamente inalterato fino ai nostri giorni. Per facilitare il lavoro dei cantori, Guido utilizzò le prime sillabe di un inno allora molto conosciuto, quello di San Giovanni Battista, composto da Paolo Diacono. Fu così che inventò le note musicali come sono giunte fino a noi (Ut-Re-Mi-Fa-Sol-La). Nei paesi di lingua francese è ancora usata come nota l'Ut al posto del Do. Con la nuova impostazione delle note, si posero le basi del solfeggio musicale e un nuovo modo di scrivere le note, nel rigo del tetragramma. Il trattato che egli scrisse, il Micrologus, che conteneva la codificazione del nuovo sistema, lo rese in breve tempo molto famoso, tanto che il papa Giovanni XIX lo invitò a Roma per avere dalla sua viva voce informazioni più dettagliate sulla grande innovazione. Fu così che Guido soggiornò nella città eterna dal 1028 in Laterano. 


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