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ALCOA/ Trovati 8 candelotti di dinamite sotto un traliccio

La presenza dell'esplosivo è stata segnalata all'Ansa da una telefonata anonima. Ora gli artificieri della polizia lavorano per capire se era presente un innesco. Si attendon novità

(Infophoto) (Infophoto)

Riflettori ancora accesi sullo sede di Portovesme dell’Alcoa. Mentre i vertici della multinazionale produttrice di alluminio hanno annunciato la chiusura dello stabilimento, in attesa di trovare un acquirente interessato a rilevare lo smelter, e i lavoratori non conoscono ancora il loro futuro, non ha fatto in tempo a concludersi lo sciopero dei tre operai in cima al silos di 70 metri che già oggi se ne riparla. Il motivo è serio. Sono infatti stati trovati otto candelotti di dinamite nei pressi dello stabilimento, ai piedi del traliccio Terna che fornisce l'elettricità a Iglesias. Legati insieme quattro a quattro in due gruppi, gli esplosivi sono stati sistemati sui due lati del traliccio in questione. Gli artificieri stanno lavorando in queste ore per capire se l'ordigno abbia o meno un innesco. La presenza dei candelotti di dinamite è stata segnalata nelle scorse ore da una telefonata anonima all'Ansa, l’Agenzia nazionale di stampa associata. Si attendono i riscontri delle perizie del caso.

La protesta. Sono scesi proprio ieri i tre uomini, dipendenti dell’Alcoa, che da quattro giorni se ne stavano in cima alla cisterna alta settanta metri esponendo uno striscione con la scritta “pronti a tutto”. A motivare la decisione di abbandonare il presidio, oltre all’annuncio dell’avvio delle procedure per fermare la produzione di alluminio, è stato anche il malore di uno dei tre che soffre di problemi al cuore. L’altro giorno, a causa del malore improvviso e delle vertigini, il malcapitato è stato soccorso da un medico che gli aveva tassativamente sconsigliato di continuare nell’azione di protesta in simili condizioni. Dapprima l’uomo non aveva voluto saperne nulla ma oggi ha deciso di scendere, insieme agli altri.

La gaffe del ministro. Mentre le sorti dell’Alcoa di Portovesme sono ancora avvolte in una nube di incertezze – i due compratori che si sono fatti avanti sono stati respinti e smelter e lavoratori restano dunque in attesa di nuove soluzioni – ha fatto discutere l’altro giorno la gaffe del ministro del lavoro Elsa Fornero che si è detto: “vicina a questi lavoratori che rischiano di perdere il lavoro”, salvo poi aggiungere, “sarebbe sbagliato dire che noi garantiremo il vostro posto di lavoro”.