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STRAGE IMMIGRATI/ Lampedusa, la "svolta" dell'Italia passa per la Santa Sede

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Nella circostanza Morsi ha lanciato l’idea di una soluzione non catastrofica della crisi siriana basata sulla possibilità di un esilio concordato di Bashar Al Assad in un Paese arabo. La delegazione europea non ha fatto commenti diretti al riguardo, ma il ministro italiano Terzi di Sant’Agata − reduce tra l’altro da una visita a Gerusalemme dove aveva avuto incontri con autorità sia israeliane che palestinesi − parlando anche a nome degli altri suoi colleghi ha espresso un forte sostegno a Morsi annunciando un impegno a “far sì che i fondi della politica di vicinato dell’Unione europea, adesso destinati per due terzi all’Europa orientale e per un terzo al Mediterraneo, nei prossimi sette anni vengano riservati per due terzi al Mediterraneo”. Tanto più tenendo conto che in questi ultimi anni il Vicino e Medio oriente hanno malgrado tutto continuato a crescere economicamente senza subire il contraccolpo della crisi economica in atto nel mondo sviluppato, l’Italia, il Sud Europa (e di conseguenza anche il resto dell’Unione) hanno tutto l’interesse ad evitare da una parte che la Siria diventi un secondo Iraq e dall’altra che l’Egitto, paese-chiave dell’intero mondo arabo, si destabilizzi. 

Perciò è tra l’altro di cruciale importanza stornare definitivamente il rischio di un attacco israeliano all’Iran, che farebbe da detonatore a una crisi di incalcolabili conseguenze. Per adesso la minaccia resta in sospeso in attesa delle elezioni presidenziali americane. Tenuto conto della loro imminenza non c’è però tempo da perdere. In quanto principale Paese mediterraneo sia del G8 che dell’Unione europea l’Italia, come già altre volte abbiamo ricordato, avrebbe nel Mediterraneo un ruolo di antesignano che sin qui non ha mai adeguatamente svolto. La svolta verrà forse da questo governo, che nel midollo è il più “atlantico” che abbiamo mai avuto? Sarebbe una bella sorpresa. 

La politica estera italiana avrebbe tra l’altro un asso nella manica tutto suo, di cui però quasi mai sembra accorgersi: ovvero quello specialissimo vicino di casa che è la Santa Sede, la cui presenza diplomatica nel Vicino e Medio oriente è di straordinaria qualità. Questa volta se ne accorgerà? Sarebbe un’altra bella sorpresa.

 



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COMMENTI
09/09/2012 - Gente disperata muore nel Mediterraneo! (Silvano Rucci)

Gente disperata muore e l’Europa sembra non vedere! E’ possibile che questi flussi migratori nel Mediterraneo non possano essere regolamentati da una Grande Comunità Civile come quella europea? L’attrazione che l’Europa ha nei confronti di questa gente evidentemente è enorme! Evidentemente non è possibile sviluppare una Politica Economica Sociale europea in quanto in Europa manca un Politica Unitaria Comune in grado di soddisfare Bisogni Umani Essenziali. Urge un Parlamento europeo. La gente disperata è disposta a morire pur di raggiungere l’Europa, ma gli europei preferiscono non vedere, non sentire, non parlare. Dio misericordioso però accoglierà coloro che muoiono!

 
08/09/2012 - non sono d'accordo (francesco taddei)

Il paese più mediterraneo del g8 e dell'Ue è la Francia che attraverso i suoi mezzi, relazioni e accordi bilaterali (con la Gbr per contingenti navali comuni) può permettersi di inviare truppe sia prima sia durante le rivolte arabe, di cui è stata attiva ispiratrice. l'Italia ha attuato una politica mediterranea con Moro e Andreotti, con gli esiti che conosciamo. noi siamo talmente atlantici che sono gli atlantici a decidere per noi.