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BAGNASCO/ Aborto ed eutanasia nascondono motivi economici e non umanitari

Pubblicazione:martedì 1 gennaio 2013 - Ultimo aggiornamento:martedì 1 gennaio 2013, 19.40

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

Presidente della Conferenza episcopale italiana, Angelo Bagnaco è anche arcivescovo di Genova. E nella sua città oggi ha parlato in occasione della Giornata mondiale per la pace, commentando proprio il messaggio che il Papa aveva scritto per l'occasione. Lo ha fatto nella chiesa dell'Annunziata dove, senza mai usare le parole aborto ed eutanasia, ha fatto esplicito riferimento ad esse ma lui stesso ha detto "è evidente a chi pensiamo". Nel suo monito, il presidente della Cei ha toccato dunque temi difficili e scottanti, spesso al centro delle polemiche. Aborto ed eutanasia sarebbero applicati, ha fatto capire, a parole come motivi umanitari ma in realtà la loro pratica nasconderebbe motivazioni puramente economiche. La non accoglienza della vita infatti, ha detto, sarebbe da imputare a meri interessi economici e non a quelli sbandierati come umanitari. Parole forti le sue che hanno tirato in causa anche gli Stati e i governi, i quali per primi non rispettano non promuovono, non accolgono  e non difendono la vita quella più fragile e debole. "Anche quella vita che non ha neppure il volto" si è domandato  "neppure la voce per imporre se stessa ed il proprio diritto oppure se quella vita non ha più la voce perché l'ha persa, in uno stato di incoscienza, di infermità mentale?''. Una società ha aggiunto il cui cuore non è abbastanza grande e sensibile da non commuoversi di furente a situazioni ultime di fragilità umana: "se non le accoglie perché questa società dice che deve pensare ad altre fragilità, c'è un circolo che non si può spezzare". Una comunità, ha aggiunto, che non è in grado di accogliere "per motivi anche i più umanitari a parole, in realtà temo, a volte, per motivi economici''. Quali garanzie ''se non è in grado di accogliere la vita nella fase più ultima?''. Per Bagnasco si parla spesso degli ultimi ma gli ultimi "sono coloro che non possono opporre agli altri neppure la presenza, neppure un volto, tanto meno la voce''. 


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