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PAPA/ Cristo è con noi mentre sbucciamo la frutta, l'Incarnazione è anche questo

Benedetto XVI (Infophoto) Benedetto XVI (Infophoto)

Ancora incarnazione. Non so cosa Benedetto XVI avesse in mente oggi. Sono certa però che la coscienza che possiede della realtà è molto simile a quella del monaco e di Hadjadj. Ed è quello che vorrebbe per la sua chiesa: la consapevolezza di un dono bellissimo e gratuito fatto all’umanità da un Dio che non si limita a parlare tramite i profeti e le scritture, ma si immerge nella nostra vita.

Il Papa lo definisce “l’inaudito realismo dell’amore divino”: Dio che si fa veramente uomo, nasce dal ventre di Maria tra vischiosità e sangue, cresce con una mamma e un papà, ha degli amici, con cui mangia e beve, e poi dei discepoli, inizia la sua missione per finire sulla Croce. Il suo agire interroga la nostra fede e il suo realismo provoca. Benedetto XVI non vuole cristiani tiepidi, lo ha già dichiarato, ma neanche sentimentali o emotivi. Piuttosto uomini dalla fede reale, capaci di vivere il Vangelo nella concretissima vita.

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