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PAPA/ Cristo è con noi mentre sbucciamo la frutta, l'Incarnazione è anche questo

Pubblicazione:giovedì 10 gennaio 2013

Benedetto XVI (Infophoto) Benedetto XVI (Infophoto)

Ancora incarnazione. Non so cosa Benedetto XVI avesse in mente oggi. Sono certa però che la coscienza che possiede della realtà è molto simile a quella del monaco e di Hadjadj. Ed è quello che vorrebbe per la sua chiesa: la consapevolezza di un dono bellissimo e gratuito fatto all’umanità da un Dio che non si limita a parlare tramite i profeti e le scritture, ma si immerge nella nostra vita.

Il Papa lo definisce “l’inaudito realismo dell’amore divino”: Dio che si fa veramente uomo, nasce dal ventre di Maria tra vischiosità e sangue, cresce con una mamma e un papà, ha degli amici, con cui mangia e beve, e poi dei discepoli, inizia la sua missione per finire sulla Croce. Il suo agire interroga la nostra fede e il suo realismo provoca. Benedetto XVI non vuole cristiani tiepidi, lo ha già dichiarato, ma neanche sentimentali o emotivi. Piuttosto uomini dalla fede reale, capaci di vivere il Vangelo nella concretissima vita.



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