BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

IL CASO/ Quel filo invisibile che "lega" Juncker, il salario minimo e l'ex Urss

Pubblicazione:venerdì 11 gennaio 2013 - Ultimo aggiornamento:venerdì 11 gennaio 2013, 11.26

Jean Claude Juncker, presidente dell'Eurogruppo (InfoPhoto) Jean Claude Juncker, presidente dell'Eurogruppo (InfoPhoto)

Il povero Jean Claude Juncker, presidente dell’Eurogruppo, parlando al Parlamento dell’Unione Europea, ha scatenato, con tutta probabilità involontariamente, una specie di pandemonio con un riferimento a Carlo Marx. Juncker, a onor del vero, è forse il meno burocrate in quel consesso europeo e anche il più aperto alle questioni di carattere sociale. Ma alla fine il pasticcio è avvenuto lo stesso. Il Presidente dell’Eurogruppo ha detto che bisogna ritrovare la dimensione sociale dell’Unione economica e monetaria “con misure come il salario minimo in tutti i Paesi della zona euro, altrimenti perderemmo credibilità e approvazione della classe operaia, per dirla con Marx. I tempi che viviamo sono difficili, non dobbiamo dare all’opinione pubblica l’impressione che il peggio sia alle nostre spalle perché ci sono cose da fare molto difficili”. 

Sui siti internet, anche di grandi quotidiani, si è scatenato il finimondo, sia per il riferimento ideologico ma anche per l’enorme sforzo economico che questo comporterebbe. Ne è venuto fuori un polverone culturale-ideologico che tuttavia merita una riflessione. Dario Fertilio è uno dei grandi corrieristi rimasti in via Solferino. È vicecaporedattore alle pagine della Cultura, ma non è solo un bravo giornalista. Fertilio è uno scrittore raffinato che ha pubblicato libri che sono ormai dei “classici” sul dibattito culturale. Ne citiamo due per brevità: “Le notizie del diavolo. La parabola ignota della disinformazione” del 1994. E “Arrembaggi e pensieri. Conversazione con Enzo Bettiza”, scritto a quattro mani nel 2001. L’impegno di Dario Fertilio non si è fermato agli articoli di giornale e alla scrittura di libri, perché Fertilio è il cofondatore, con il famoso dissidente russo Vladimir Bukovskij, dei “Comitati per le libertà”, una struttura internazionale di cui Bukovskij è presidente generale, che raggruppa esponenti liberaldemocartici di tanti Paesi e che ha un sito internet di grande rilievo: www.libertates.com.

Scusi Fertilio, a parte questa dichiarazione, con relativa citazione di Marx fatta da Jean Claude Juncker, non vede una ripresa dell’ideologia in molti Paesi europei?

Certo che si vede chiaramente una ripresa delle ideologie, sia di destra che di sinistra. Bisogna chiedersi a che cosa sia dovuta questa ripresa delle vecchie ideologie. Io penso che sia una sorta di salvagente e anche un’arma offensiva in un momento di grande incertezza. Viviamo un periodo di grande crisi, di grande confusione. In fondo questa crisi economica ci ha tolto il futuro e anche il presente. Alla fine scatta un meccanismo psicologico che ti spinge verso l’ideologia.

Lei avverte una preoccupazione di recrudescenza ideologica?


  PAG. SUCC. >