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Cronaca

IL CASO/ Bill Clinton padre dell'anno, e gli altri?

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Bill, la tua storia con Monica ha costretto gli americani a prendersi in giro, a scoprirsi bugiardi e capricciosi e fragili. Non se ne poteva più di ex cow-boy tutti d’un pezzo, in apparenza; di personalità muscolate che nascondevano negli stipi della stanza ovale bobine e plichi con le loro malefatte, più o meno grandi. Bill, un donnaiolo pasticcione, imprudente, tutto sommato più accettabile di chi le amanti le tutela con la scorta di stato, le nasconde con astuzia e cinismo. Messo in piazza, sbugiardato, sputtanato davanti al mondo, non trovo altro termine, da una testolina mora che non è neppure una gran bellezza, potevi anche mirare più alto. Chi avrebbe avuto la forza di restare in piedi? Non sarà un marito e un padre perfetto, Bill. Ma ha aperto un varco nella forma, nella patina di vetro smerigliato che circonfonde come un’aura intoccabile le figure dei “padri” americani. Essendo uomo educato nella fede, ha abbassato ogni orgoglio e ha chiesto perdono. Vergognandosi, come Re Davide dopo la sbandata per Betsabea.

Se non l’avessimo scelto padre dell’anno, è solo perché avremmo preferito al suo posto, e con più merito, un papà di famiglia numerosa che tira avanti a fatica per arrivare a fine mese, per far studiare i suoi ragazzi, per avere ancora la forza, la sera, di sorridere a una moglie sfatta e dimentica da troppi anni del parrucchiere. Questi sono i padri che fanno l’America, come ogni altro paese. E’ più facile essere padri dell’anno, autorevoli, audaci, quando si ha una dinastia alle spalle, e tanti tanti soldi con cui essere generosi.

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COMMENTI
12/01/2013 - Clinton padre dell'anno? Boh! (Giuseppe Crippa)

Questo inatteso elogio di Bill Clinton contiene però un’inesattezza: lui suonava il sax, non il clarinetto. Ed anche un lapsus freudiano dell’autrice: “Se non l’avessimo scelto…” che rivela la sua totale condivisione della scelta americana nonostante la chiusa populista.