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CARCERI/ Boscoletto (Rebus): i fondi di Monti per i detenuti? Attenti allo "scippo"

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Le carceri italiane sono peggiori di quanto ha dichiarato la corte di Strasburgo. Quest’ultima si è limitata all’aspetto del sovraffollamento, inteso come metri quadrati a disposizione. Ma la qualità della vita non è data dai soli metri quadri. Uno può vivere in cento metri quadri, ma avere una qualità della vita scarsa. Nelle nostre carceri infatti la sanità penitenziaria non funziona, l’aspetto rieducativo non è presente, il personale non è a disposizione per svolgere attività formative o scolastiche, mancano educatori, psicologi e psichiatri.

 

Quali sono le conseguenze di tutto ciò?

 

La conseguenza è che la situazione è veramente grave, e non è solo una questione di metri quadri, ma anche di qualità della vita. Una qualità che in carcere non è assolutamente garantita a livelli dignitosi. Non basta quindi rispondere al richiamo europeo in termini di edilizia penitenziaria, pensando che in questo modo si risolva il problema. E’ come pensare di guarire un malato solo per il fatto di ricoverarlo in una stanza più grande. Mentre occorrono dottori, attrezzature, medicine, cioè tutti quegli aspetti che possono farlo guarire. La stanza è il contenitore, ma poi c’è il contenuto.

 

Perché in un momento di crisi come quello attuale vale la pena investire milioni di euro per rieducare delle persone che hanno commesso dei reati?

 

Vale la pena perché economicamente conviene. Per ogni milione di euro investito nella rieducazione dei carcerati, se ne risparmiano nove. Scommettere sui detenuti è un modo quindi per avere maggiori risorse disponibili anche per gli esodati, la sanità, il sociale e le scuole. Dire “hanno sbagliato, che paghino loro”, è un punto di vista che non tiene conto del fatto che alla fine paghiamo noi. Tra costi diretti e indiretti, la collettività spende 250 euro al giorno per ciascun carcerato, cioè poco meno di 100mila euro l’anno per ciascuno. E siccome a lavorare sono solo 850 detenuti su 66mila, e la recidiva reale è tra il 69 e il 90%, significa che noi ogni anno spendiamo miliardi di euro per creare l’università del crimine che sforna delinquenti peggiori di come lo erano prima.

 

(Pietro Vernizzi)



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