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J'ACCUSE/ C'è un "patto" tra ambientalisti e lupi contro la montagna

Pubblicazione:domenica 13 gennaio 2013

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Secondo un’indagine demoscopica pubblicata l’anno scorso, dal 2003 al 2011 il “grado di accettazione” degli orsi da parte di gente come quella del Trentino – che li vede non in tv nei cartoni animati ma dal vero sotto casa − è sceso dal 76% al 30%. D’altro canto analoghe reazioni a proposito del ritorno dei grandi carnivori si registrano nelle Alpi francesi, mentre la Svizzera ha già annunciato di voler chiedere modifiche alla convenzione di Berna riguardo al lupo e in Val Poschiavo, nei Grigioni di lingua italiana, è sorto un Comitato anti-orso. L’assurdo è che, trattandosi di questioni oggetto di accordi internazionali, le decisioni in materia sono di competenza esclusiva di Roma, di Bruxelles o di Berna mentre i rappresentanti eletti delle popolazioni direttamente interessate non hanno de jure alcuna voce in capitolo. 

Ci si deve augurare che la questione del ritorno dell’orso e del lupo aiuti il grande pubblico, per definizione cittadino, a riscoprire finalmente le alte quote come una risorsa primaria da non sprecare. E lo aiuti anche a non lasciarsi condizionare al riguardo dall’aura quasi totemica di cui élites secolarizzate urbane ammantano il lupo e l’orso per giustificarne l’intangibilità. A conferma ancora una volta del fatto che, come argutamente osservava Chesterton, chi non crede in Dio non è che non crede a niente. Crede a tutto.

 



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